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giovedì, novembre 02, 2017

Papa Francesco al cimitero di Nettuno per dire "No" la guerra. Mons Semeraro (Albano): "Gesto non casuale"


La scelta non è casuale. Come riferisce mons. Semeraro, vescovo di Albano oltre che segretario del C9: "La visita del Papa è anzitutto un gesto di pietà verso tutti coloro che sono morti a causa delle guerre e della violenza".

di Dario Cataldo

Un gesto chiaro e lineare. La scelta di Papa Francesco, di presiedere la Celebrazione Eucaristica al cimitero americano di Nettuno, comune della provincia di Roma, non è casuale. Come dichiara mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, diocesi in cui ricade il Cimitero: “La pietà e la preghiera per le vittime delle guerre e delle violenze, la denuncia dell’inutilità delle guerre, la proposta della riconciliazione e della pace come vie da percorrere per la soluzione dei conflitti", sono "i tre aspetti” da sottolineare nella scelta di Papa Francesco di recarsi oggi al Cimitero americano di Nettuno... (continua)
lunedì, ottobre 30, 2017

Papa Francesco: armi nucleari, l'umanità rischia il suicidio

L’umanità rischia il suicidio: è quanto ha detto Papa Francesco riferendosi alla minaccia delle armi nucleari durante la sua visita oggi alla sede del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

di Sergio Centofanti

Radio Vaticana -Proprio oggi il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha reso noto che la prossima settimana si terrà in Vaticano un importante convegno dal titolo: "Perspectives for a World Free from Nuclear Weapons and for Integral Development”. "Il Santo Padre" - afferma Burke - "lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, come lui stesso ha ribadito lo scorso mese di marzo in un messaggio indirizzato all'Onu". Burke nella sua dichiarazione precisa che è "falso parlare di una mediazione da parte della Santa Sede", come affermato dai media italiani in relazione alla crisi in corso tra Stati Uniti e Corea del Nord
... (continua)
mercoledì, ottobre 25, 2017

Una neonata è morta di fame in Siria

La tragedia siriana torna a scuoterci con un’immagine che dovrebe ricordarci il dolore che ancora si consuma in quella terra.

La piccola Sahar Dofdaa, nata solo un mese fa in un villaggio vicino a Ghouta è morta di fame nei pressi di Damasco,  in una zona controllata dagli oppositori.
A scattare la foto della piccola agonizzante con gli occhi sporgenti e gli arti ridotti a moncherini è stato il ventottenne fotografo siriano Amer Almohibany, per l’agenzia di stampa AFP.

La neonata è venuta alla luce in una zona duramente colpita dalla guerra civile e sotto assedio da 2 anni dai soldati di Assad. A causa dei conflitti i civili rimangono rimangono per mesi interi senza cibo e a niente valgono i ripetuti appelli delle ong e della comunità internazionale per portare aiuto alle popolazioni del nord... (continua)
martedì, giugno 27, 2017

Usa: Siria pagherà un eventuale nuovo attacco chimico

La Siria con il suo presidente Assad pagherà caro un eventuale nuovo attacco chimico.

Radio Vaticana - L’avvertimento è arrivato dalla Casa Bianca a poche ore dal parziale via libera della Corte Suprema al bando anti-islam di Donald Trump. Francesca Sabatinelli: ascolta

I segnali dei possibili preparativi di nuovi attacchi chimici ci sono, la Casa Bianca li avrebbe individuati, di qui il monito di Washington a Damasco: in caso di nuovo attacco di massa mortale, la Siria pagherà “un prezzo pesante” . In un comunicato, l’amministrazione Trump sottolinea che le attività in questione “sono simili ai preparativi fatti dal regime prima del suo attacco del 4 aprile” scorso, quando ad essere bombardata, probabilmente da gas sarin, fu la provincia nord-occidentale di Idlib, oltre 70 le vittime e tra loro molti bambini. Allora, la reazione degli Stati Uniti fu di lanciare una sessantina di missili contro la base da dove erano partiti i raid... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Conflitto siriano: da Washington nuove armi ai ribelli in lotta contro Assad (e l’Iran)

La politica a due facce degli Usa con le milizie sciite filo-iraniane: alleati in Iraq, nemici in Siria. Gli scontri fra ribelli e combattenti sciiti si concentrano nel sud-est del Paese. L’obiettivo è creare una via di rifornimento che collega Siria e Iraq. I problemi per la regione mediorientale e gli ostacoli al processo di riforme intrapreso a Teheran.

Damasco (AsiaNews) - Gli Stati Uniti hanno inviato un nuovo rifornimento di armi ai gruppi ribelli sunniti in Siria, in lotta contro il presidente Bashar al-Assad e le milizie sciite sostenute dall’Iran. Gli stessi gruppi combattenti che, in Iraq, sono invece un prezioso alleato nella lotta contro lo Stato islamico (SI) e nell’offensiva in atto a Mosul, roccaforte del “Califfato”.

Gli scontri in atto fra ribelli e milizie sciite si concentrano nel sud-est della Siria, teatro nell’ultimo periodo di una campagna promossa dalle forze filo-iraniane. L’obiettivo dei guerriglieri sciiti è quello di creare una via di rifornimento che va dall’Iraq alla Siria... (continua)
mercoledì, maggio 17, 2017

Repubblica Centrafricana: oltre 130 morti nel Sud-est del Paese

Oltre 130 persone hanno perso la vita durante un attacco ad Alindao, nel sud-est della Repubblica Centrafricana.

Radio Vaticana - A Bangassou, dove nei giorni scorsi sono stati uccisi sei caschi blu, non si ha ancora un bilancio preciso dei civili morti e feriti. Il conflitto in atto vede protagonisti gruppi armati non ben identificati: l’esercito non è in grado di ristabilire l’ordine. Sulla situazione attuale nella città di Bangassou, Giorgio Saracino ha sentito Federica Nogarotto, Direttore Risorse Umane terreno e Medical Support di Medici Senza Frontiere: ascolta

R. – A partire dallo scorso fine settimana, dopo alcuni momenti di tensione, che duravano già da alcune settimane, sono scoppiati violenti combattimenti nella città di Bangassou, nella Repubblica Centrafricana, che hanno costretto la popolazione civile ad abbandonare le proprie case; parliamo dello sfollamento di diverse migliaia di persone. Inizialmente queste persone si sono rifugiate all’interno di una moschea e nelle ultime ore sono riuscite a spostarsi in un altro luogo dove noi riusciamo ad accedere... (continua)
mercoledì, maggio 10, 2017

Siria, Usa e Giordania preparano un'invasione

Gli eserciti di Stati Uniti e Giordania sembrano essere in procinto di lanciare un’offensiva maggiore in Siria. Così fanno intuire le immagini scattate dall’alto che ritraggono centinaia di mezzi pesanti schierati in fila.

Le foto non fanno che confermare le indiscrezioni diffuse da Al-Masdar News che citando una fonte dell’esercito parlava proprio della presenza militare giordana e americana al confine siriano. La base è situata a est di Az-Zarqa, 43 chilometri di distanza dalla frontiera con la Siria.
di Daniele Chicca

WSI - In un rapporto dell’intelligence, che si basa sulle sopra citate foto scattate dai droni di sorveglianza, si nutre il sospetto che un’invasione della Siria sia imminente.

Il governo a Damasco è in allerta dopo che 400 veicoli militari pesanti americani e giordani sono stati avvistati vicino a una base militare della Giordania nei pressi del confine con il deserto siriano.
Si ipotizza che i carrarmati della foto sotto riportata siano modelli M60 in dotazione all’esercito giordano ... (continua)
venerdì, aprile 28, 2017

Il Segretario di Stato Usa, Tillerson al Consiglio di Sicurezza riferisce che la Corea del Nord potrebbe attaccare

Tillerson all'Onu: "La Corea del Nord è una minaccia reale"

"La minaccia di un attacco nucleare della Corea del Nord contro Seul,Tokio è reale".
Così il Segretario di Stato Tillerson al Consiglio di Sicurezza.
"E'solo questione di tempo prima che la Nord Corea possa effettuare un attacco nucleare che raggiunga il continente americano", aggiunge il capo della diplomazia statunitense;"tutte le opzioni per rispondere restano sul tavolo".

Tillerson ha sollecitato "nuove sanzioni per chi sostiene il programma atomico coreano, tagliando relazioni diplomatiche e commerciali, invitando a farlo" ... (continua)
martedì, aprile 11, 2017

Corea del Nord pronta ad agire contro la minaccia Usa

Sale la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Pyongyang è pronta a dure contromisure per rispondere a quelle che vengono definite “'azioni offensive” del Pentagono, come l'invio della portaerei Carl Vinson, verso la penisola. Massimiliano Menichetti: ascolta

Radio Vaticana - Le “spericolate mosse americane per invadere la Corea del Nord hanno toccato una fase seria dei suoi scenari”. Pyongyang non usa mezzi termini e tramite un portavoce del ministero degli Esteri alza il tiro contro il Pentagono che ha inviato la portaerei Carl Vinson verso la penisola, dopo l’ennesimo test missilistico del dittatore Kim Jong-un... (continua)
mercoledì, aprile 05, 2017

Strage in Siria, appello Papa alla comunità mondiale

È “ferma” e incisiva la deplorazione del Papa per quanto avvenuto ieri in Siria.

All'indomani della "inaccettabile strage avvenuta nella provincia di Idlib", Papa Francesco ha rinnovato il suo appello alla comunità internazionale.

Le parole del Papa: “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”... (continua)
lunedì, marzo 20, 2017

Congo: liberati i due giornalisti Report rapiti mercoledì scorso

La notizia era stata tenuta nascosta per favorire l’attività della diplomazia italiana.

I due inviati di Report, il programma di inchiesta di Rai3, Luca Chianca e Paolo Palermo, sono stati liberati e sono rientrati a Fiumicino dopo un lungo viaggio durato 38 ore. Sono sbarcati a Fiumicino lunedì mattina alle 4.30. Erano stati fermati mercoledì in Congo, dove indagavano su una presunta tangente Eni in Nigeria. Lo riferisce il sito della stessa trasmissione della Rai... (continua)
martedì, marzo 07, 2017

L’inverno del mondo

Il titolo non tragga in inganno: non sto parlando dell’inverno meteorologico ma di quello che lentamente sta ghiacciando le coscienze. 

di Silvio Foini

Ormai tutti contro tutti e tutto. Se ti distrai qualche giorno dagli avvenimenti quotidiani, quando ci torni a far capolino trovi sempre le consuete brutte nuove. Le solite guerre, i soliti, purtroppo, bambini che muoiono sotto le bombe, la politica che avanza nella melma della corruttela, i femminicidi aberranti, la gente che è ormai allo stremo e non ce la fa più a coniugare il pranzo con la cena e alla via così ... (continua)
lunedì, marzo 06, 2017

Usa, dura condanna per i missili lanciati dalla Corea del Nord

Dura condanna statunitense del lancio di missili della Corea del Nord, accusata di violare le risoluzioni onu.

 La Corea del Nord ha lanciato stamane 4 missili balistici, tre dei quali sono finiti nelle acque giapponesi,in risposta alle recenti esercitazioni militari annuali di Seul e Washington.

Gli Usa hanno condannato con forza i lanci e riaffermato l'impegno a difendere gli alleati  facendo ricorso "all'ampia gamma di capacità a nostra disposizione", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Toner.  

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Mark Toner: ... (continua)
venerdì, marzo 03, 2017

Annessione della Crimea, prova di disgelo tra la Nato e Russia

I rapporti si erano interrotti a seguito della crisi ucraina iniziata nel 2014.

Prima prova di 'disgelo'tra la Nato e la Russia dopo il congelamento dei rapporti nel 2014 in seguito all'annessione della Crimea da parte di Mosca. Il Capo di stato maggiore russo Valeri Gherasimov ha ricevuto una telefonata dal presidente Nato, Peter Pavel. "Le parti riconfermano la necessità di passi reciproci per ridurre le tensioni e stabilizzare la situazione in Europa" sottolinea una nota della Difesa russa, preoccupata "per l'aumento delle attività militari Nato vicino ai confini russi", cioè a Est, nei paesi baltici... (continua)
mercoledì, febbraio 22, 2017

Shevchuk: il conflitto in Ucraina non resti invisibile. La tregua non funziona

Quella umanitaria in Ucraina è una emergenza, “nel cuore” del continente europeo, “che non può e non deve restare invisibile”.

Radio Vaticana - Quando il conflitto nelle regioni orientali del Paese tra governativi e separatisti filorussi sta entrando nel suo quarto anno, con un bilancio ufficiale di almeno 10 mila morti, l’arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, a nome della Chiesa greco-cattolica ucraina lancia un appello alla comunità internazionale per fermare le violenze. Sul terreno infatti non pare rispettata la tregua scattata ad inizio settimana e l’Osce denuncia come non vengano osservate le intese sul ritiro delle armi pesanti, previste dagli accordi di Minsk.

Ascoltiamo Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, in questi giorni a Roma, intervistato da Giada Aquilino: ascolta... (continua)
lunedì, febbraio 20, 2017

Iraq: avviata offensiva su Mosul ovest. Per l'Onu allarme sfollati

E’ iniziata in Iraq la dura offensiva dell’esercito regolare per riconquistare la parte occidentale di Mosul, ancora nelle mani del sedicente Stato islamico, dove oltre 750 mila persone sono intrappolate. A dare l’annuncio il premier Al Abadi che assicura: “libereremo i nostri cittadini dal terrore del Daesh”. L’Onu chiede ai Paesi vicini accoglienza e protezione per i civili in fuga. Cecilia Seppia: ascolta

Radio Vaticana - Le forze di Baghdad vanno avanti nell’offensiva per strappare anche il lato occidentale di Mosul dalle mani dell’Is e puntano dritto verso l’aeroporto. Due quartieri sarebbero già stati liberati, oltre alla centrale elettrica di Al Lazaka, stando al portavoce dell’esercito, che parla anche di dure perdite inflitte ai jihadisti. Qui nelle zone ad Ovest sono circa 350 mila i bambini intrappolati tra le bombe e i colpi incrociati, bisognosi di cure urgenti: la denuncia arriva dall’Ong Save The Children che chiede ai soldati iracheni e ai loro alleati, inclusi Gran Bretagna e Usa, di fare qualsiasi cosa per proteggere i piccoli e le famiglie evitando di colpire scuole e ospedali. L’Onu dal canto suo sollecita l’allestimento dei campi per ospitare i profughi... (continua)
lunedì, gennaio 30, 2017

Cina, esercito si prepara a scontro armato con gli Usa

La Cina è pronto allo scontro frontale armato con gli Stati Uniti: è quello che si legge in un articolo pubblicato sul sito dell’esercito della seconda potenza economica mondiale, le cui autorità si sentono minacciate dalle politiche della nuova amministraione Trump, sia in ambito di dazi doganali che geopolitico.

di Daniele Chicca

WSI - “Le possibilità di una guerra sono aumentate“, si legge nell’articolo a firma Liu Guoshun, membro della divisione di mobilitazione della difesa nazionale della Commisisone Militare Centrale della Cina, citando le tensioni in Corea del Nord e nel Mar Meridionale cinese... (continua)
lunedì, gennaio 09, 2017

Sale la tensione nel Golfo Persico: incrociatore Usa spara verso le navi dei pasdaran iraniani

Nel giorno in cui la Repubblica islamica dell’Iran annuncia la scomparsa dell’ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, attuale presidente del Consiglio per la determinazione degli Interessi dello Stato iraniano e che è stato rappresentante speciale di Khomeini durante la guerra con l’Iraq di Saddam Hussin e poi presidente dell’Iran dal 1989 al 1997, Pars Today denuncia che «Un incrociatore della marina statunitense avrebbe sparato alcuni colpi di avvertimento in direzione delle navi dei Pasdaran nel Golfo Persico».

GreenReport - La notizia in realtà e è stata diffusa dalla Reuters che spiega che «La Uss Mahan domenica ha sparato alcuni colpi di avvertimento in direzione di quattro navi della corpo della Guardia rivoluzionaria iraniana (pasdaran) che si avvicinavano ad alta velocita nello Stretto di Hormuz alla nave americana».
La Reuters cita fonti militari statunitensi secondo le quali la Uss Mahan avrebbe sparato per indurre le imbarcazioni dei pasdaran a ridurre la velocità, ma quest’ultime avrebbero ignorato gli spari e sarebbero passate comunque.

La stampa iraniana sottolinea che «Lo Stretto di Hormuz si trova tra l’Iran e la nazione araba dell’Oman e dista circa 14.700 chilometri dal territorio degli Stati Uniti. L’Iran ha sempre ribadito che la presenza di forze militari di Paesi lontani nelle acque del Golfo Persico può’ solo essere fonte di tensioni e che le nazioni della regione sono in grado di garantire la sicurezza di questo mare»... (continua)
martedì, gennaio 03, 2017

Ribelli: "Damasco viola la tregua". Congelati i colloqui di pace

Rischia di allontanarsi per l’ennesima volta la possibilità dei colloqui di pace sulla Siria in programma a fine gennaio in Kazakistan. I ribelli infatti accusano Damasco di violare la tregua in vigore da quattro giorni. Il servizio di Gabriella Ceraso: ascolta

Radio Vaticana - Sembrava condurre ad un’evoluzione positiva della crisi, l’intesa siglata il 29 dicembre scorso, sotto la regia russo-turca e con il via libera dell’Iran. Mosca e Ankara erano riuscite infatti a far accordare Damasco con una dozzina di gruppi ribelli in modo da interrompere le ostilità su entrambi i fronti e pensare finalmente ad una riconciliazione politica primo passo per uscire dal baratro di 6 anni di conflitto e decine di migliaia di morti e sfollati... (continua)
venerdì, dicembre 30, 2016

LIbano: per i rifugiati siriani la salute è un lusso

L’Unhcr copre buona parte dei costi dei principali trattamenti, ma l’alto flusso di profughi rende impossibile fornire medicinali per tumori o malattie gravi. E nel Paese dei Cedri i prezzi sono proibitivi.

di Davide Lemmi

NenaNews - (Beirut) Il garage di Nabil è un buco senza finestre. Una tavola di compensato divide il salotto dalla cucina, mentre tre materassi appoggiati ai lati della stanza, insieme alle coperte per la notte, sono l’unico modo per proteggersi dal freddo e dall’umido che inevitabilmente entra dalle pesanti porte di ferro.

“Ho studiato biologia all’università di Damasco”, Fatima, una delle due mogli di Nabil, ci parla in inglese
“Siamo scappati quando le bombe hanno cominciato ad avvicinarsi al nostro villaggio, era troppo per Mohamed: troppo stress, troppo alto il rischio di una ricaduta”... (continua)


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