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venerdì, aprile 20, 2018

Droni letali Usa: fermare il supporto degli Stati europei al programma statunitense

Dal 2001 con l’inizio della cosiddetta “guerra al terrore”, gli Stati Uniti hanno sviluppato un vasto programma che prevede l’uso dei droni per effettuare uccisioni mirate extra-territoriali in tutto il mondo.

Amnesty - Per oltre un decennio, insieme ad altre Ong, alla Nazioni Unite a ai media, abbiamo documentato il devastante impatto civile del programma di uso letale dei droni degli Stati Uniti.

In molti casi i droni hanno colpito vittime innocenti, realizzando uccisioni illegali, alcune delle quali potrebbero equivalere a crimini di guerra o a esecuzioni extragiudiziali.

Nel report denominato “Assistenza mortale” abbiamo evidenziato quale sia stato il ruolo di quattro importanti Paesi che in questi anni hanno supportato il programma statunitense dei droni: Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Italia.

SCARICA IL REPORT "ASSISTENZA MORTALE"

Il rapporto compilato dai nostri collaboratori evidenzia il ruolo di supporto svolto da questi quattro Paesi, ma mostra anche come questi Stati rischino di essere ritenuti responsabili di violazioni del diritto internazionale... (continua)
mercoledì, aprile 18, 2018

In Germania aggressione a due giovani ebrei

Atto grave soprattutto perchè avvenuto in Germania, teatro dello sterminio nazista. (video dell'aggressione)

Aggressione antisemita al quartiere Prenzlauer Berg di Berlino contro due giovani ebrei. In tre li hanno picchiati usando colpi di cintura. Uno degli aggressori ha urlato "ebreo" in arabo.
Il pestaggio è stato filmato e postato sul web da uno degli aggrediti.
Nelle immagini si vede un ragazzo con un capellino usare la cintura come una frusta che poi viene allontanato da un uomo mentre un donna urlava di chiamare la polizia... (continua)
giovedì, aprile 05, 2018

Giornata mondiale contro le mine. Papa Francesco: l’unica arma è la carità

Si celebra oggi la Giornata mondiale per l’azione contro le mine, ordigni che continuano ad uccidere o a ferire, ogni anno, migliaia di persone. Tre vittime su quattro sono civili.

Vaticanews - Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

Ogni anno le mine antiuomo provocano, nel mondo, oltre 6000 vittime. In gran parte, oltre il 90%, sono civili. Ogni 20 minuti una persona salta su una mina. In almeno la metà dei casi, le vittime sono bambini. Per ricordare questo dramma si celebra oggi la Giornata mondiale per l’azione contro le mine, indetta dalle Nazioni Unite.

Il Papa: la carità disarma le forze del male

In occasione di questa Giornata, Papa Francesco, ha scritto un tweet: “L’unica arma invincibile – sottolinea il Pontefice - è la carità, perché ha il potere di disarmare le forze del male”. “Troppe persone – aveva detto Francesco il 3 aprile del 2016 al termine del Regina Caeli - continuano ad essere uccise o mutilate da queste terribili armi, e uomini e donne coraggiosi rischiano la vita per bonificare i terreni minati”. “Rinnoviamo, per favore, l’impegno per un mondo senza mine”
... (continua)
lunedì, marzo 19, 2018

Il coraggio di Martine, attivista di Amnesty International Francia

Il 28 luglio 2017, la polizia italiana rispediva in Francia – a piedi – due migranti stranieri di soli 15 anni.

Amnesty -Quello stesso giorno, Martine Landry, attivista di Amnesty International Francia, li incontrava al confine di Mentone/Ventimiglia, lato francese, per riaccompagnarli alla polizia di frontiera (PAF), avendo con sé i documenti che testimoniavano la domanda di presa in carico da parte dell’Aide sociale à l’enfance (ASE). Per questo gesto di grande umanità sarà giudicata da un tribunale francese: rischia una condanna fino a 5 anni di carcere e 30.000 euro di multa. La prossima udienza è prevista per l’11 aprile... (continua)
lunedì, marzo 19, 2018

“Supremacy”, il brano di Roger Waters per i palestinesi

L’ex componente della storica band dei Pink Floyd ha voluto esprimere, tra le altre cose, la sua protesta contro la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere, lo scorso 6 dicembre, Gerusalemme come capitale di Israele.

Nena News – Si intitola “Supremacy” il nuovo brano a sostegno dei palestinesi di Roger Waters, ex componente della storica band dei Pink Floyd, che con esso ha voluto esprimere la sua protesta contro la decisione del presidente Usa, Donald Trump, di riconoscere, lo scorso 6 dicembre, Gerusalemme come capitale di Israele. “Supremacy” paragona la storia dei soprusi sui palestinesi a quella dei coloni americani contro gli indiani d’America... (continua)
giovedì, marzo 15, 2018

Asia Bibi ad ACS: «Ora potrò finalmente pregare con il rosario donatomi dal papa. grazie per il vostro aiuto»

«Un miracolo». Così Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia, ha commentato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre la decisione del carcere di Multan, in Pakistan, dove è attualmente detenuta, di lasciarle tenere il rosario che Papa Francesco le ha donato. «È la prima volta in nove anni che mi consentono di tenere in cella un oggetto religioso».

La donna ha incontrato lo scorso 12 marzo il marito Ashiq e la figlia Eisham, di ritorno dal loro viaggio in Italia con ACS, durante il quale sono stati ricevuti in udienza privata dal Pontefice. In quell’occasione il Papa ha donato ad Eisham un rosario in più da portare a sua madre ed ha assicurato lei le proprie preghiere. La ragazza ha riferito ad Asia delle toccanti parole del Papa e dell’emozionante incontro, nel corso del quale la giovane ha abbracciato Francesco per sua madre, come lei le aveva chiesto... (continua)
giovedì, marzo 15, 2018

El Salvador, rilasciata donna condannata a 30 anni per un bambino nato morto

Maira Verónica Figueroa, 34 anni, è tornata in libertà il 13 marzo a seguito della decisione di un tribunale di El Salvador di dimezzare la sua condanna.

Amnesty - Nel 2003 Maira era stata condannata a 30 anni di carcere per il reato di omicidio aggravato dopo aver dato alla luce un bambino nato morto.
Il fatto che Maira abbia trascorso praticamente metà della sua vita in carcere dovrebbe far riflettere sulla necessità di depenalizzare l’aborto, che in El Salvador è vietato (e pesantemente punito, come si è visto) in ogni circostanza... (continua)
venerdì, febbraio 23, 2018

Il più grande lavoro di ricerca sullo stato dei diritti umani nel mondo

159 paesi analizzati. Lo scorso anno il nostro mondo è stato immerso nelle crisi e importanti leader ci hanno proposto una visione da incubo di una società accecata da odio e paura. Ciò ha rafforzato coloro che promuovono l’intolleranza ma ha ispirato ancora più persone a chiedere un futuro di maggiore speranza (Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International (guarda il video)

Amnesty - Il mondo sta raccogliendo i terribili frutti della retorica intrisa d’odio che ha dominato nelle politiche di leader mondiali come al-Sisi, Duterte, Maduro, Putin, Trump e Xi. Milioni di persone sono a rischio a causa delle loro spietate politiche. A documentarlo è il lavoro di ricerca raccolto nel Rapporto Annuale 2017 di Amnesty International, edito in Italia da Infinito edizione. 159 schede accompagnate da una serie di approfondimenti, per fotografare lo stato dei diritti umani nel mondo nel 2017... (continua)
martedì, febbraio 13, 2018

Papa: forte il dolore per la tragedia dei bambini soldato

In un nuovo tweet Francesco ricorda una piaga che ancora oggi interessa almeno 250 mila bambini nel mondo. All’appello del Pontefice si unisce anche Terre des Hommes Italia.

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Vaticanews - “Sento forte il dolore per i tanti bambini strappati alle famiglie per essere usati come soldati. Questa è una tragedia!” Così Papa Francesco in un tweet pubblicato sull’account @Pontifex, nell’odierna Giornata internazionale contro l'uso dei bambini soldato. Un appuntamento che l’Onu fissa ogni anno nella ricorrenza dell’entrata in vigore - il 12 febbraio del 2002 - del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia. Più volte la voce del Pontefice si è levata per porre fine ad una piaga che oggi interessa, secondo dati Onu, almeno 250 mila bambini nei conflitti armati in tutto il mondo.

I precedenti appelli del Papa
Nel discorso di inizio 2014 ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Francesco ricordò come desti “orrore” il solo pensiero che vi siano bambini che ancora oggi vengono utilizzati come soldati, da forze regolari o irregolari che siano. Nel videomessaggio per l'Intenzione di preghiera del mese di dicembre 2016, così come in un tweet del 2017, esortò a “fare tutto il possibile” per il rispetto della dignità dei bambini e per porre termine a tale “forma di schiavitù”... (continua)
mercoledì, ottobre 18, 2017

Donne alla guida: l’Arabia Saudita eliminerà il divieto

Dopo anni di discriminazione, le donne in Arabia Saudita hanno finalmente diritto a guidare. La decisione annunciata dal governo saudita è la conseguenza del coraggio delle attiviste che hanno lottato per anni per ottenere questo risultato.

Amnesty - “Questo è un piccolo passo avanti atteso da lungo tempo – ha dichiarato in una nota ufficiale Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International –, e lo accogliamo favorevolmente, se significa che tutte le donne in Arabia Saudita potranno finalmente essere libere di guidare senza alcuna restrizione“.

Il decreto reale annuncia l’istituzione di una commissione (composta da funzionari dei ministeri dell’Interno, delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo sociale) che verificherà il meccanismo di attuazione entro 30 giorni
... (continua)
sabato, ottobre 14, 2017

Pena di morte: a Singapore continuano le esecuzioni


Negli ultimi anni Singapore ha continuato a mantenere obbligatoria la pena di morte come strumento di contrasto al traffico di droga.

Amnesty - Nonostante dal 2013 le riforme abbiano favorito una diminuzione delle condanne a morte,
la decisione sulla vita e la morte degli imputati è affidata ai magistrati che conducono le indagini, anziché i giudici.

In particolare, il report “Collabora o muori” basato sul lavoro dei nostri ricercatori e frutto di un’accurata analisi di atti giudiziari, mostra che i tribunali di Singapore continuano ad applicare l’obbligatorietà della pena di morte nei casi di traffico di droga anche se le riforme suggerirebbero maggiore moderazione... (continua)
martedì, giugno 27, 2017

Amnesty: legge sulla tortura, il nostro punto di vista

All’inizio della discussione, in terza lettura, alla Camera dei deputati del testo di legge sulla tortura, il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi ha rilasciato questa dichiarazione:

Amnesty - “La nuova legge sulla tortura che il parlamento si appresta con ogni probabilità ad approvare lascia l’amaro in bocca ma non è, come alcuni sostengono, inutile o controproducente.

Dopo decenni di discussioni sterili ci si poteva attendere qualcosa di meglio della definizione confusa e restrittiva che entrerà a fare parte del nostro codice: una definizione che non tiene adeguatamente conto della sofferenza mentale che la tortura moderna produce e che vorrebbe che la tortura fosse tale solo in presenza di atti ripetuti... (continua)
giovedì, giugno 08, 2017

Rilasciata Loujain al-Hathloul, attivista saudita per i diritti delle donne

Loujain al-Hathloul, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata rimessa in libertà tre giorni dopo l’arresto, avvenuto il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, al-Hathloul era stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad per interrogatori.

Amnesty - Al momento non sono noti i dettagli sul suo rilascio e non è chiaro se siano state o meno avviate indagini nei suoi confronti. L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita. Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati Arabi Uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere... (continua)
martedì, giugno 06, 2017

Arabia Saudita: arrestata l’attivista che sfidò il divieto di guida per le donne

Loujain al-Hathlout, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata arrestata il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, è stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad, in attesa di interrogatori.

Amnesty - L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita.
Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati arabi uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere ... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Kabul, 50 morti per lo scoppio di una bomba vicino le ambasciate

Si aggrava il bilancio dell'attentato di stamane a Kabul, in Afghanistan. Secondo l'agenzia di stampa Pajhwok, che cita fonti del ministero afghano della Sanità, vi sono 50 morti e 300 feriti. Anche l'ospedale di Emergency è stato colpito.

Un'agguato che colpiesce il cuore di Kabul in Afghanistan, a due passi dalle ambasciate di Francia e Germania. Il bilancio dell'attentato di stamane è preoccupante. Secondo l'agenzia di stampa Pajhwok, che cita fonti del ministero afghano della Sanità, vi sono 50 morti, 300 feriti,in maggioranza civili. Colpito anche l'ospedale di Emergency: "Scossi dall'esplosione, ma stiamo bene" fa sapere l'Ong tramite i suoi canali social... (continua)
martedì, maggio 16, 2017

Proposta di legge sul reato di tortura: dopo 28 anni niente più alibi

Rinvio discussione su reato di tortura al Senato. Amnesty e Antigone, “niente più alibi, no a ulteriori rinvii”

Amnesty - Alla vigilia della discussione sui sub-emendamenti alla proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, Amnesty International Italia e Antigone hanno chiesto ai presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato di giungere – dopo un ritardo di oltre 28 anni – “a una definizione del reato, a una previsione di sanzioni e, più in generale, a una disciplina della nuova fattispecie in linea con quanto imposto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura”... (continua)
venerdì, maggio 12, 2017

Milano, Gualzetti (Caritas Ambrosiana): "Siamo stanchi di vedere i poveri concepiti come una minaccia"

Duro attacco del direttore di Caritas Ambrosiana che accusa la società di lasciare i poveri e i migranti in balia del proprio destino. Un pensiero alle Ong: "Doverosamente soccorrono in mare chi tenta la traversata, supplendo alle istituzioni".

di Dario Cataldo

Il povero come reietto da tenere distante. Retaggio di una cultura dedita al profitto e alla speculazione, viviamo in società in cui i meno fortunati sono quasi un peso, una zavorra. Ne è convinto il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, che in un intervento alla prima delle tre giornate di studio “Non solo senza”, promosse a Milano dalla Caritas Ambrosiana... (continua)
giovedì, maggio 11, 2017

Tragedia a Centocelle: mancano le politiche abitative per difendere il diritto all’alloggio

Tre sorelle sono morte nella notte tra il 9 e il 10 maggio a Roma, in viale Primavera. A ucciderle le fiamme che hanno avvolto il camper in cui viveva una famiglia di etnia Rom composta dai genitori e da 11 figli.

Amnesty - A sei anni di distanza dal rogo di Tor Fiscale, torna nella Capitale in primo piano la carenza di politiche abitative efficaci.

Lacune sottolineate anche in una nota ufficiale diffusa il 10 maggio
“La tragica morte, questa notte, di tre sorelle di una famiglia rom nell’incendio del camper – non è ancora chiaro se doloso o meno – in cui vivevano nel quartiere romano di Centocelle ripropone ancora una volta, e nel modo più drammatico, il tema del diritto a un alloggio adeguato nella capitale. Un diritto che riguarda tutti, i rom come gli stranieri e naturalmente tanti cittadini romani, e la cui negazione costringe molti a cercare riparo in situazioni ai limiti della vivibilità”... (continua)
lunedì, maggio 08, 2017

Naufragio mar libico, altri 113 morti

Un naufragio a poche miglia dalla costa libica ha provocato la morte di almeno 113 migranti.

Lo riferisce il portavoce per l'Italia, Di Giacomo, dell''Organizzazione internazionale delle migrazioni: "Notizie drammatiche che ci hanno fornito i nostri riferimenti di Oim Libia, attendiamo ulteriori dettagli di questa ennesima tragedia". Ieri i migranti sbarcati a Pozzallo hanno riferito di un altro naufragio e testimoni hanno parlato di 80 annegati: la procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta. "Tragedie diverse - aggiunge Di Giacomo - numeri di vittime e drammi che si sommano" ... (continua)
venerdì, maggio 05, 2017

Unicef, 75 mila tra bambini, rifugiati e migranti vivono in un prolungato stato di incertezza

Una stima che comprende 24 mila bambini che attualmente sarebbero bloccati in Grecia, Bulgaria, Ungheria e nei Balcani Occidentali e che sono a rischio di stress psicosociale.

di Dario Cataldo

Una situazione “particolarmente grave”. Con queste parole l'Unicef accende i riflettori su una vicenda poco nota. Si tratta della storia di 75 mila richiedenti asilo, bloccati in una sorta di limbo tra la Grecia, la Bulgaria, l'Ungheria e i Balcani Occidentali, senza sapere se o quando sarà consentito loro di proseguire il viaggio per riunirsi alle proprie famiglie, nei paesi di destinazione in Europa Occidentale, come Germania o Svezia ... (continua)


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