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giovedì, giugno 08, 2017

Mons. Pennisi: per Riina diritto a morte dignitosa, ma non a casa

Disteso su una barella, in videoconferenza dal carcere di Parma, Totò Riina ha seguito l’udienza, a Firenze, del processo d’appello per la strage del treno 904, in cui è imputato come mandante.

Radio Vaticana - Riina, 87 anni, non era presente in aula a causa delle sue critiche condizioni di salute, argomento questo di forti polemiche negli ultimi giorni, dopo il richiamo della Cassazione al diritto di morire dignitosamente per tutti i detenuti, compreso Riina che sconta 17 ergastoli.
Dichiarazione che ha aperto un aspro dibattito sulla opportunità o meno di scarcerare il boss mafioso. Francesca Sabatinelli ha intervistato mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, arcidiocesi a cui appartiene Corleone: ascolta ... (continua)
mercoledì, giugno 07, 2017

Buste sospette ai pm della Procura di Torino, potevano esplodere

Gli artificieri dei carabinieri: "Pericolo serio, le buste esposive erano innescate".

Fili elettrici, polvere da sparo e una batteria: questo il contenuto delle buste indirizzate ai pm Roberto Sparagna e Antonio Rinaudo, della Procura di Torino. Ordigni che sebbene artigianali potevano
esplodere, hanno accertato gli artificieri dei carabinieri intervenuti Durante le operazioni degli artificieri, l'area interna del Palazzo di giustizia è stata chiusa al pubblico, come pure l'ingresso principale. Poi il ritorno alla normalità. L'edificio comunque non è stato evacuato e le udienze sono proseguite regolarmente... (continua)
mercoledì, giugno 07, 2017

Mafia, Riina in videoconferenza per la strage del treno 904

Dal carcere di Parma, disteso su una barella il "Capo dei Capi" di Cosa Nostra è in videoconferenza con il tribunale di Firenze per la strage del treno 904.

Totò Riina è collegato in videoconfeferenza dal carcere di Parma con il tribunale di Firenze dove poco fa si è aperta l'udienza per il processo davanti alla Corte d'Assise d'appello di Firenze per la strage del treno 904. Il boss, che segue l'udienza disteso su una barella, è imputato come mandante della strage che il 23 dicembre 1984 causò 16 morti e 260 feriti sul convoglio Napoli-Milano... (continua)
martedì, maggio 23, 2017

Oggi è il 25esimo anniversario della strage di Capaci

Il 23 maggio 1992 una carica di 572 chili di esplosivo venne fatta saltare sotto un condotto dell’autostrada in direzione di Palermo, vicino allo svincolo di Capaci.

L'attentato costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta.
La strage fece parte di una strategia da parte di Cosa Nostra che nel 1992 decise di attaccare frontalmente lo Stato, senza però prevedere che l'uccisione del Giudice Falcone e poco dopo quella del del giudice Paolo Borsellino, avrebbe provocato una reazione fortissima da parte dei siciliani e dell'Italia intera. Totò Riina vedeva nel giudice Falcone il più grosso ostacolo che impediva di continuare le connivenze tra politici e mafiosi per il libero ed illecito controllo del territorio... (continua)
lunedì, maggio 22, 2017

Mattarella parla di Falcone al Csm

Per il Capo dello Stato Falcone "aveva ben presente, e a cuore, il valore dell'autonomia e dell'indipendenza della Magistratura". Anche l'Onu rende Omaggio al Giudice ucciso dalla Mafia, il 19 giugno prossimo, ricordandolo questo con un'apposita riunione in cui si discuterà di criminalità.

Venticinque anni dal periodo stragista più cruento che si ricordi: quello che uccise Giovanni Falcone, sua moglie e i componenti della scorta. A distanza di poco, anche Paolo Borsellino conobbe la stessa sorte. A distanza di un quarto di secolo, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda il giudice ucciso da Cosa Nosta. Giovanni Falcone diceva che "la mafia... (continua)
mercoledì, maggio 10, 2017

Lotta alla mafia: Matteo Messina Denaro, fermati i fiancheggiatori del boss

Si stringe il cerchio attorno al boss Matteo Messina Denaro.

Blitz dei carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Trapani. Quattordici i provvedimenti di fermo emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo a carico di altrettante persone indagate per associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati aggravati dalle finalità mafiose.

Delineati gli assetti e le gerarchie delle persone coinvolte e scoperto un intervento pacificatorio fra le famiglie del boss Messina Denaro nel 2015... (continua)
martedì, maggio 09, 2017

Migranti, Zuccaro: massa di denaro che attira "gli interessi delle Mafia"

Interessi mafiosi sui migranti anche se bisogna sfatare il mito che "la mafia operi dovunque, perché così rischiamo di aumentare l'aurea di onnipotenza", dichiara Zuccaro.

"C'è una massa di denaro destinata all'accoglienza dei migranti che attira gli interessi delle organizzazioni mafiose e dico questo sulla base di alcune risultanze investigative". Così il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, davanti la Commissione Antimafia. Alla stessa riferisce quanto però "sia sbagliato ritenere che la mafia operi dovunque, perché così rischiamo di aumentare l'aurea di onnipotenza"... (continua)
mercoledì, maggio 03, 2017

Mafia Capitale: l’accusa chiede 515 anni di carcere

515 anni complessivi di carcere. Questa è stata la richiesta della Procura di Roma per gli imputati eccellenti di Mafia Capitale. Una richiesta che sorprende solo se ci si dimentica che si tratta di un processo in cui l’associazione di stampo mafioso è stata contestata a 19 imputati su 46.

Liberainformazione - Sì, perché sebbene questa mafia non sembra corrispondere all’idea classica di mafia che si può avere – anche volendo considerare tutte le evoluzioni e le trasformazioni che la criminalità organizzata sa fare, e ha fatto, per adattarsi ai contesti in cui deve operare – sempre mafia è, o almeno questo è quanto sostiene la Procura fin dall’inizio. Fin da quando, nel dicembre del 2014, Giuseppe Pignatone parlò di una mafia “autoctona, perché è una organizzazione romana e senza collegamenti con le altre organizzazione meridionali classiche ma con le quali ha rapporti paritari, e originale, perché ha caratteri suoi propri, diversi da quelli dalle mafie tradizionali”... (continua)
mercoledì, aprile 26, 2017

La mafia minaccia la giornalista di Repubblica, Federica Angeli

Ancora minacce, questa volta indirette, alla giornalista di Repubblica, Federica Angeli,autrice d'inchieste sulle infiltrazioni mafiose sul litorale di Ostia. 

Angeli minacciata più volte è già sotto scorta. Dopo aver incontrato il suo avvocato, l'auto del legale è stata incendiata, così come un episodio simile ha riguardato l'auto della sorella. La Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) ha chiesto un incontro al ministro Minniti per valutare la situazione non solo della collega di Repubblica, ma anche degli altri giornalisti minacciati.
Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti:
«Spetterà agli inquirenti condurre ulteriori indagini, ma non vi è dubbio che siamo in presenza di avvertimenti da non sottovalutare, perché ripetuti e accompagnati da costanti minacce e insulti anche sui social network» ... (continua)
venerdì, aprile 21, 2017

Salvatore Borsellino al CNR di Pisa, un incontro ricco di emozione con i ricercatori e con gli studenti pisani.

Convegno "I Giovani e la legalità", incontro con Salvatore Borsellino, all'Area della Ricerca del C.N.R. di Pisa. 

di Fabio Gioffrè

Giovedì 20 aprile 2017 è una data che gli studenti deI Liceo Artistico “F. Russoli"di Pisa ed i ricercatori dellArea della Ricerca del C.N.R. di Pisa, non dimenticheranno mai.
Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, magistrato “eroe” ucciso dalla mafia nel 1992, è stato il ‘protagonista’ dell’evento “I giovani e la legalità”. L’incontro tenutosi nell’Auditorium del C.N.R., patrocinato dalla Prefettura e dal Comune di Pisa, si è aperto con la proiezione di un toccante cortometraggio sulle stragi mafiose di Capaci e di Via D’Amelio ... (continua)
martedì, marzo 21, 2017

Esclusiva, parla il cugino di Leonardo Vitale: "Presenteremo la sua biografia a Mons. Lorefice per avviare il processo canonico"

In un'intervista esclusiva per Lpl News24, parla Francesco Paolo Vitale, cugino del "primo, vero e, forse, unico pentito della mafia". Per lui un'unica missione: far conoscere il cugino nella speranza della canonizzazione come martire di fede. "Se Leonardo, fosse stato interrogato da Falcone, non sarebbe stato dichiarato pazzo e non sarebbe stato rinchiuso nei manicomi giudiziari".

Intervista di Dario Cataldo

Dopo il pentimento, il calvario. Questo è il cammino di Leonardo Vitale, che all'epoca in cui non esistevano ancora i "pentiti della mafia" ha denunciato Cosa Nostra. Dopo l'arresto? Un gioco al rimbalzo tra carcere e manicomio, in cui conobbe anche la pratica dell'elettroshock. Tornato in libertà, il 2 Dicembre del 1984 è stato assassinato all'uscita dalla Chiesa dove con la madre si recava per la S. Messa. A distanza di anni, il cugino, cerca un riscatto che Leonardo Vitale si è guadagnato con il suo sangue. Diamo il benvenuto a Francesco Paolo Vitale... (continua)
mercoledì, marzo 01, 2017

Giornata per ricordare le vittime della mafia, ok della Camera

Il 21 marzo del 1996, primo giorno di primavera, furono per la prima volta ricordate le vittime della mafia in Piazza del Campidoglio a Roma. 

Con 418 voti a favore e nessun contrario l'Aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla istituzione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie", fissata per il 21 marzo di ogni anno. In base al testo approvato dal Parlamento, la Giornata non determina effetti civili, ovvero non costituisce festività nazionale, né comporta riduzione di orario negli uffici pubblici e scuole. "Un passo di grande valore simbolico nella lotta alle mafie", dice Rosy Bindi... (continua)
venerdì, febbraio 03, 2017

Mafia: sequestro a Trapani

Maxi sequestro da 5 milioni di euro. 

Due imprenditori, padre e figlio di 71 e 42 anni, di Castelvetrano (Trapani) hanno ricevuto un decreto di sequestro dell'intero patrimonio (del valore di oltre 5 milioni) dalla Dia di Trapani. L'impresa degli Adamo si occupa di movimento terra, con appalti in grandi opere tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Dalle indagini si è evidenziato ... (continua)
martedì, gennaio 31, 2017

Trattativa Stato-mafia, Riina accetta di rispondere

Un colpo di scena che le parti non si aspettavano 

A fine udienza, il boss di Cosa Nostra, Totò Riina ha fatto sapere, tramite il suo legale, che risponderà alle domande di pm e avvocati nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Si tratta della prima volta che il boss accetta di sottoporsi a un esame in aula.
Il colpo di scena potrebbe però non portare ad alcuna novità sostanziale per il dibattimento sul presunto accordo tra pezzi delle istituzioni e boss ... (continua)
martedì, gennaio 24, 2017

Massimo Ciancimino arrestato su ordine della procura di Palermo, revocato l'indulto

La Squadra Mobile palermitana su ordine della Procura, ha arrestato Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, e superteste al processo sulla trattativa Stato-mafia. 

A Ciancimino, condannato ieri in via definitiva a 3 anni per detenzione di esplosivo, è stato revocato l'indulto concessogli dopo una condanna a 2 anni e 8 mesi per riciclaggio: dovrà ora scontare entrambe le pene.
Ad entrambe le condanne bisognerà sottrarre il tempo trascorso in custodia cautelare, quindi non è noto ancora per quanto tempo resterà in ... (continua)
giovedì, gennaio 19, 2017

Nel nome di Paolo Borsellino

Quarta edizione de “Il compleanno di Paolo”, l’evento organizzato dalle Agende Rosse per ricordare il compianto giudice ucciso dalla Mafia.

di Dario Cataldo

Un nome e un cognome che racchiudono valori ben precisi, talmente forti e indelebili nella memoria collettiva, che neanche il tempo riesce a scalfire. Nel giorno del suo compleanno – oggi avrebbe compiuto 77 anni – Paolo Borsellino è ricordato attraverso un evento giunto alla Quarta edizione, organizzato dalle Agende Rosse... (continua)
venerdì, gennaio 13, 2017

Arresti di Mafia a Catania,mafia: 31 arresti clan Cappello

Appartengono al clan Cappello-Bonaccorso le persone arrestate.

La Polizia ha eseguito un'ordinanza cautelare nei confronti di 31 presunti appartenenti al clan Cappello-Bonaccorso di Catania, nell'ambito di un'inchiesta della Dda della locale Procura. L'operazione, eseguita da Squadra Mobile di Catania e dallo Sco, ha consentito di disarticolare la cosca, decapitandone i vertici. Tra le attività illecite del gruppo c'era il traffico di sostanze stupefacenti con il controllo di numerose "piazze di spaccio" nei rioni di San Cristoforo e Librino ... (continua)
lunedì, novembre 21, 2016

Stragi del '92: "Processare Messina Denaro", boss latitante dal 1993

Matteo Messina Denaro, capo mafia di Castelvetrano, 54 anni ad aprile, latitante dall’estate del 1993.

I Pm nisseni hanno chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Messina Denaro, il boss latitante dal 1993, come mandante delle stragi dell'anno prima a Capaci e Via D'Amelio contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La decisione delle stragi fu presa in un summit mafioso tenutosi nel 1991 a Castelvetrano. L'udienza preliminare ci sarà il 22 dicembre. Secondo gli inquirenti Messina Denaro fu tra i componenti della cupola mafiosa che decise gli attentati... (continua)
mercoledì, ottobre 19, 2016

Approvata alla Camera la legge contro il caporalato. Intervista all'On. Adriano Zaccagnini (Gruppo Misto)

Ieri la Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge contro il Caporalato, che prevede un forte inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali. Ne abbiamo parlato con l’On. Adriano Zaccagnini, del Gruppo Misto e nella Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Intervista di Lorenzo Carchini



Una legge che serviva, quella approvata ieri all'unanimità alla Camera contro il caporalato. Si tratta di un fenomeno in cui sono coinvolte - secondo stime sindacali e di associazioni di volontariato- circa 400.000 lavoratori, sia italiani che stranieri; ed è diffuso in tutte le aree del Paese dal sud al nord, in settori dell'agricoltura molto diversi
... (continua)
venerdì, settembre 30, 2016

Napoli, i Van Gogh "perduti" della camorra

Maxi-sequestro nel capoluogo campano, i dipinti ritrovati nel corso di un'operazione contro un gruppo di narcotrafficanti in affari con il clan camorristico degli Amato-Pagano, gli scissionisti di Secondigliano e Scampia.

"Attrezzi da ladruncoli per un furto che il denaro non può calcolare". Così scrivevano i giornali l'8 Dicembre 2002, all'indomani dell'incredibile furto di 2 Van Gogh al "suo" museo ad Amsterdam. Uno smacco inconcepibile proprio in prossimità dei 150 anni dalla sua nascita che si sarebbero celebrati nel 2003 (e chissà se il povero Vincent, cui il successo non arrise per tutta una tragica vita, avrebbe mai potuto immaginare qualcosa di simile). Dell'efferato furto rimanevano soltanto una corda che pendeva e una scala appoggiata all'esterno... (continua)


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