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lunedì, novembre 13, 2017

Sisma Iran e Iraq: il cordoglio del Papa per le oltre 300 vittime

Papa Francesco ha espresso il suo cordoglio per le vittime del terremoto che ieri sera ha colpito la zona di confine tra Iran e Iraq.

di Michele Raviart

Radio Vaticana - In un doppio telegramma rivolto ai due Paesi a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice si è detto “profondamente rattristato” nell’apprendere del sisma e ha assicurato la sua vicinanza a tutte le vittime di questa tragedia. Nell’esprimere il suo cordoglio a chi ha perso i propri cari, Francesco prega per le vittime e le affida alla Misericordia dell’Onnipotente e invoca la benedizione divina ai feriti e alle autorità impegnate nei soccorsi... (continua)
mercoledì, novembre 08, 2017

Un alto funzionario del Qatar rivela il supporto dei paesi del Golfo ai jihadisti

In base ad alcune recenti rivelazioni di  "Zero Hedge" e "Strategic Culture", risulta che le crisi in atto in medioriente e la nuova possibilità di escalation in Libano, facciano parte di un preciso quadro strategico messo in atto dagli Usa e dai paesi del Golfo con il preciso scopo di destabilizzare gli alleati storici dell'Iran.

Zero Hedge - Un'intervista televisiva di un ufficiale del Qatar che confessa la verità dietro le origini della guerra in Siria sta attraversando i social media arabi. Durante la stessa settimana è stato  pubblicato un documento segreto NSA, che conferma che l'opposizione armata in Siria era sotto il diretto comando dei governi stranieri dai primi anni del conflitto. Secondo un noto analista e consulente economico in Siria con stretti contatti nel governo siriano, l'intervista esplosiva costituisce un alto livello di "ammissione pubblica alla collusione e al coordinamento tra quattro paesi per destabilizzare
... (continua)
domenica, novembre 05, 2017

Al Qaeda attacca villaggio druso a 3 km dal confine Israeliano, Tel Aviv vuole intervenire

Il 3 novembre, i terroristi di Al Nusra hanno fatto esplodere due autobombe contro le posizioni governative intorno ad Hader, cittadina drusa a 3 km dal confine siro-israeliano.  L'attacco ha causato 9 morti e 23 feriti. Israele vuole mandare le sue forze attraverso il confine in aiuto della popolazione drusa. Ma quest'ultima declina l'offerta.

di Patrizio Ricci

L'aiuto di Tel Aviv non sorprende: i drusi sono notoriamente l'unico gruppo etnico che professa la religione islamica e nello stesso tempo, è vicino ad Israele. Tant'è che numerosi drusi sono arruolati nell'esercito con la stella di Davide e sono fedeli e stimati. Il punto è un altro: l'aiuto israeliano anche se utile, potrebbe rappresentare un'arma a doppio taglio.
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mercoledì, ottobre 25, 2017

Una neonata è morta di fame in Siria

La tragedia siriana torna a scuoterci con un’immagine che dovrebe ricordarci il dolore che ancora si consuma in quella terra.

La piccola Sahar Dofdaa, nata solo un mese fa in un villaggio vicino a Ghouta è morta di fame nei pressi di Damasco,  in una zona controllata dagli oppositori.
A scattare la foto della piccola agonizzante con gli occhi sporgenti e gli arti ridotti a moncherini è stato il ventottenne fotografo siriano Amer Almohibany, per l’agenzia di stampa AFP.

La neonata è venuta alla luce in una zona duramente colpita dalla guerra civile e sotto assedio da 2 anni dai soldati di Assad. A causa dei conflitti i civili rimangono rimangono per mesi interi senza cibo e a niente valgono i ripetuti appelli delle ong e della comunità internazionale per portare aiuto alle popolazioni del nord... (continua)
venerdì, ottobre 20, 2017

Siria/Raqqa: la ricostruzione attinge dalla stessa logica che la guerra l'ha innescata

Raqqa è stata conquistata dalle Syrian Democratic Force (SDF) dopo 4 mesi di combattimenti e bombardamenti aerei americani . Ma le risposte alle esigenze del dopo guerra perseguono gli stessi obiettivi e la stessa logica che l'hanno procurata.

                                           di Patrizio Ricci

Sabato scorso è stata liberata RAQQA. Più dell'80% degli edifici è distrutto o inagibile, la maggior parte della popolazione è sfollata. La città definita 'capitale dello stato Islamico' da settimane non lo era più. La 'capitale' era stata infatti trasferita nella cittadina di Mayadin, questa è stata presa in soli 4 gg dall'esercito siriano il 16 ottobre, grazie all'aiuto determinante dell'aviazione russa. Per la cronaca nella fuga, ... (continua)
mercoledì, ottobre 18, 2017

Siria: l'esercito siriano libera la città di Mayadin, le milizie curde filo-americane Raqqa

 Liberate le città di Mayadin e di Raqqa, la prima dalle forze' Syrian Democratic Force' (SDF), la seconda dall'esercito arabo siriano (SAA). L'esercito siriano riprende il controllo anche di una vasta zona del confine siriano- giordano. Permangono le difficoltà con Israele che bombarda una batteria missilistica della difesa aerea di Damasco.

di Patrizio Ricci

Nei giorni scorsi, l'esercito siriano ha riconquistato la città di Mayadin (circa 50.000 ab.) e continua ad avanzare nel nord della Siria liberando molti villaggi a nord-ovest della città, sulla riva destra dell'Eufrate. Sono stati riconquistati i villaggi di Zabar, Saliyat, Salut , Al-Tob, Abu Liel e Muhasan mentre il giorno prima era stato liberato il villaggio di Bugros Tahtani e di Bugros Fokani.... (continua)
mercoledì, ottobre 18, 2017

Donne alla guida: l’Arabia Saudita eliminerà il divieto

Dopo anni di discriminazione, le donne in Arabia Saudita hanno finalmente diritto a guidare. La decisione annunciata dal governo saudita è la conseguenza del coraggio delle attiviste che hanno lottato per anni per ottenere questo risultato.

Amnesty - “Questo è un piccolo passo avanti atteso da lungo tempo – ha dichiarato in una nota ufficiale Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International –, e lo accogliamo favorevolmente, se significa che tutte le donne in Arabia Saudita potranno finalmente essere libere di guidare senza alcuna restrizione“.

Il decreto reale annuncia l’istituzione di una commissione (composta da funzionari dei ministeri dell’Interno, delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo sociale) che verificherà il meccanismo di attuazione entro 30 giorni
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mercoledì, ottobre 18, 2017

Parolin ad ACS: «Rinnovo il mio sostegno al progetto per riportare i cristiani in Iraq»

Il Segretario di Stato Cardinal Pietro Parolin torna a sostenere il progetto di ricostruzione della Piana di Ninive per consentire il rientro dei cristiani negli scorsi anni scacciati da Daesh.

«Un'iniziativa degna di lode e assolutamente necessaria, che sostengo e raccomando di sostenere non solo ai cristiani ma a tutte le persone di buona volontà». Così il Cardinale Parolin in una lettera indirizzata ai vertici di Aiuto alla Chiesa che Soffre in cui il porporato loda il progetto ACS dedicato alla ricostruzione delle case cristiane a Ninive.

Il segretario di Stato ha inoltre aggiunto che «il Santo Padre, il quale segue da vicino la situazione in Medio Oriente che sente vicino al suo cuore, ha ugualmente espresso il proprio apprezzamento e incoraggiamento nei confronti di questo nobile e difficile impegno»
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domenica, ottobre 15, 2017

Le stranezze della missione militare statunitense di Al Tanf (Siria)

Le forze statunitensi nella località di al Tanf (situata nella parte meridoniale del confine siro-giordano) permangono con la giustificazione di combattere ISIS. Tuttavia, in 6 mesi esse non hanno mai attaccato le milizie del Califfato. Per contro, tali forze hanno favorito attentati - diretti od indiretti - contro l’esercito siriano. Inoltre, proprio vicino alla base Usa, esiste il campo profughi di Raskan dove vivono 70.000 persone in mezzo al deserto, e permane in condizioni indicibili, nonostante le spese miliardarie della coalizione internazionale per la guerra.

di Patrizio Ricci

Un quadro eloquente della confusione con cui gli Stati Uniti sono in Siria, è rappresentata dalla missione militare che ha nella località di al Tanf, situata sul confine giordano, nella parte meridionale della Siria. Secondo il portavoce del ministro Ministro russo della difesa Igor Konachenkov, essa è come un buco nero lungo la frontiera siro-giordana in cui "gruppi mobili di Daech possono  effettuare ... (continua)
venerdì, ottobre 06, 2017

Papa Francesco ha incontrato la delegazione egiziana giunta in Vaticano per promuovere il “Cammino della Sacra Famiglia”

Sarà possibile ripercorrere gli stessi passi della fuga in Egitto della Sacra Famiglia.

Nel contesto dell'Udienza generale di mercoledì 4 ottobre, Papa Francesco ha salutato la folta delegazione egiziana giunta a Roma per promuovere i pellegrinaggi lungo il “Cammino della Sacra Famiglia”, l'itinerario che unisce i luoghi attraversati secondo tradizioni millenarie da Maria, Giuseppe e Gesù Bambino quando trovarono rifugio in Egitto per fuggire dalla violenza di Erode.

Nel saluto rivolto pubblicamente alla delegazione egiziana, guidata dal ministro per il turismo, Yahya Rashid, il Vescovo di Roma ha ricordato il viaggio da lui compiuto in Egitto lo scorso aprile:
“Ricordo con affetto - ha detto il Papa - la mia visita apostolica nella vostra terra buona e al suo popolo generoso; terra sulla quale ha vissuto San ‎Giuseppe... (continua)
martedì, giugno 27, 2017

Usa: Siria pagherà un eventuale nuovo attacco chimico

La Siria con il suo presidente Assad pagherà caro un eventuale nuovo attacco chimico.

Radio Vaticana - L’avvertimento è arrivato dalla Casa Bianca a poche ore dal parziale via libera della Corte Suprema al bando anti-islam di Donald Trump. Francesca Sabatinelli: ascolta

I segnali dei possibili preparativi di nuovi attacchi chimici ci sono, la Casa Bianca li avrebbe individuati, di qui il monito di Washington a Damasco: in caso di nuovo attacco di massa mortale, la Siria pagherà “un prezzo pesante” . In un comunicato, l’amministrazione Trump sottolinea che le attività in questione “sono simili ai preparativi fatti dal regime prima del suo attacco del 4 aprile” scorso, quando ad essere bombardata, probabilmente da gas sarin, fu la provincia nord-occidentale di Idlib, oltre 70 le vittime e tra loro molti bambini. Allora, la reazione degli Stati Uniti fu di lanciare una sessantina di missili contro la base da dove erano partiti i raid... (continua)
giovedì, giugno 22, 2017

Iraq: distrutta moschea di Mosul, "L'Is ha i giorni contati"

Le truppe irachene guadagnano terreno a Mosul, una delle ultime roccaforti del sedicente Stato Islamico.

Radio Vaticana - L’esercito locale, oltre ad aver segnalato l’uccisione del responsabile del materiale esplosivo dell’Is, ha annunciato anche la distruzione dell’emblematica moschea Al-Nuri ad opera dei jihadisti, che invece puntano il dito contro gli Stati Uniti. Gli Usa negano ogni responsabilità. L’edificio viene considerato un'icona della lotta al jihadismo: è lì che il leader dell’Is, Al Baghdadi proclamò il cosiddetto “Califfato”. Paola Simonetti ha intervistato Alessandro Orsini, direttore del quotidiano on line della Luiss, “Sicurezza Internazionale”: ascolta... (continua)
lunedì, giugno 19, 2017

Tensione alle stelle tra Usa e Russia per abbattimento aereo siriano

Ieri pomeriggio un aereo militare statunitense F/A-18E Super Hornet ha abbattuto un JET siriano Su-22 che operava in provincia di Raqqa contro le forze dell'ISIS. Il pilota è stato recuperato e messo in salvo dalle forze speciali siriane Tiger Force.

di Patrizio Ricci

Nei pressi dell'attacco erano presenti anche aerei russi. Dal comunicato del Comando della Coalizione Usa si legge che l'aereo siriano è stato colpito “perché attaccava forze alleate”.
In realtà le forze siriane cercavano di far cessare l'avanzata di SDF che sta agendo a nord della Siria non solo contro ISIS ma per ritagliarsi uno spazio sul territorio ... (continua)
giovedì, giugno 08, 2017

Rilasciata Loujain al-Hathloul, attivista saudita per i diritti delle donne

Loujain al-Hathloul, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata rimessa in libertà tre giorni dopo l’arresto, avvenuto il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, al-Hathloul era stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad per interrogatori.

Amnesty - Al momento non sono noti i dettagli sul suo rilascio e non è chiaro se siano state o meno avviate indagini nei suoi confronti. L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita. Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati Arabi Uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere... (continua)
martedì, giugno 06, 2017

Arabia Saudita: arrestata l’attivista che sfidò il divieto di guida per le donne

Loujain al-Hathlout, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata arrestata il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, è stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad, in attesa di interrogatori.

Amnesty - L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita.
Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati arabi uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere ... (continua)
lunedì, giugno 05, 2017

Lotta al terrorismo: l'Egitto espelle l'ambasciatore del Qatar

Il governo di Doha (Qatar) è accusata di appoggiare gruppi estremistici e la politica dell'Iran nella regione. 

La crisi tra i Paesi del Golfo non sembra appianarsi. L'Egitto, che con Arabia Saudita, Bahrain Yemen ed Emirati Arabi ha deciso di rompere le relazioni con il Qatar accusato di sostenere gruppi islamici, ha dato 48 ore di tempo all'ambasciatore di Doha per lasciare il Cairo. L'Egitto ha sospeso anche i voli di Etihad, Emirates e FlyDubai per il Paese che ospiterà i mondiali nel 2022, ed ha espulsi tutti i cittadini egiziani dal territorio del Qatar.
Il ministro degli Esteri qatariota: "Sono accuse ingiustificate"... (continua)
giovedì, giugno 01, 2017

Afghanistan: il dolore del Papa e condanna internazionale per attacco

Il Papa ha espresso profondo dolore per la strage compiuta ieri in Afghanistan che ha causato almeno 90 morti e quasi 400 feriti.

Radio Vaticana - Francesco parla di un brutale atto di violenza in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, indirizzato alla sede diplomatica afghana in Italia. Arrivano intanto condanne da tutto il mondo. Il servizio di Debora Donnini: ascolta

Dalla Casa Bianca all’Europa fino all’Onu è unanime la condanna per l’attacco terroristico a Kabul. Il presidente Trump ha telefonato al capo di Stato afghano; l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini esprime la vicinanza dell’Unione alle autorità afghane per combattere il terrorismo ... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Gli Usa hanno perso le tracce di armi inviate in Iraq per oltre un miliardo di dollari

Secondo una revisione effettuata dal dipartimento Usa della Difesa e che Amnesty International è riuscita a rendere pubblica grazie a una richiesta ai sensi della Legge sulla libertà d’informazione, gli Usa hanno perso le tracce di armi e altro materiale militare inviato in Iraq e in Kuwait, per un valore di oltre un miliardo di dollari, destinato a combattere lo Stato islamico.


Amnesty - Il documento, disponibile su www.dodig.mil, risalente al settembre 2016, ha concluso che il dipartimento della Difesa “non ha conservato informazioni accurate e aggiornate” su armi ed equipaggiamento militare inviati all’Iraq e al Kuwait per un valore di 1,6 miliardi di dollari. Questi ingenti trasferimenti, approvati dal Congresso Usa nel 2015, fanno parte di un importante programma di cooperazione con l’Iraq in materia di sicurezza, l’Iraq Train and Equip Fund. I trasferimenti comprendevano decine di migliaia di fucili d’assalto (per il valore di 28 milioni di dollari), centinaia di proiettili da mortaio e centinaia di veicoli blindati Humvee, da destinare alle forze armate irachene (che hanno incorporato le milizie sciite denominate Unità di mobilitazione popolare) e ai peshmerga del Governo autonomo del Kurdistan iracheno... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Conflitto siriano: da Washington nuove armi ai ribelli in lotta contro Assad (e l’Iran)

La politica a due facce degli Usa con le milizie sciite filo-iraniane: alleati in Iraq, nemici in Siria. Gli scontri fra ribelli e combattenti sciiti si concentrano nel sud-est del Paese. L’obiettivo è creare una via di rifornimento che collega Siria e Iraq. I problemi per la regione mediorientale e gli ostacoli al processo di riforme intrapreso a Teheran.

Damasco (AsiaNews) - Gli Stati Uniti hanno inviato un nuovo rifornimento di armi ai gruppi ribelli sunniti in Siria, in lotta contro il presidente Bashar al-Assad e le milizie sciite sostenute dall’Iran. Gli stessi gruppi combattenti che, in Iraq, sono invece un prezioso alleato nella lotta contro lo Stato islamico (SI) e nell’offensiva in atto a Mosul, roccaforte del “Califfato”.

Gli scontri in atto fra ribelli e milizie sciite si concentrano nel sud-est della Siria, teatro nell’ultimo periodo di una campagna promossa dalle forze filo-iraniane. L’obiettivo dei guerriglieri sciiti è quello di creare una via di rifornimento che va dall’Iraq alla Siria... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

La UE rinnova le sanzioni alla Siria, ma per cosa?

Il Consiglio Europeo ha rinnovato il 29 maggio le sanzioni contro la Siria per un anno. La motivazione è che il provvedimento "è in linea con la Strategia Ue sulla Siria, secondo la quale la Ue manterrà le misure restrittive contro il regime siriano ed i suoi sostenitori finché continuerà la repressione dei civili".

                                            di Patrizio Ricci

Ovviamente le motivazioni della UE sono farneticanti: le sanzioni hanno causato più morti dei combattimenti stessi, e solo il governo siriano e gli alleati russi-iraniani stanno combattendo seriamente il terrorismo.
In Siria non è in corso nessuna insurrezione ma una 'proxy-war' voluta da potenze esterne con il contributo diretto di mercenari, per la maggior parte, salafiti. E' noto infatti che la coalizione internazionale ed i vari attori... (continua)


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