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mercoledì, ottobre 18, 2017

Siria: l'esercito siriano libera la città di Mayadin, le milizie curde filo-americane Raqqa

 Liberate le città di Mayadin e di Raqqa, la prima dalle forze' Syrian Democratic Force' (SDF), la seconda dall'esercito arabo siriano (SAA). L'esercito siriano riprende il controllo anche di una vasta zona del confine siriano- giordano. Permangono le difficoltà con Israele che bombarda una batteria missilistica della difesa aerea di Damasco.

di Patrizio Ricci

Nei giorni scorsi, l'esercito siriano ha riconquistato la città di Mayadin (circa 50.000 ab.) e continua ad avanzare nel nord della Siria liberando molti villaggi a nord-ovest della città, sulla riva destra dell'Eufrate. Sono stati riconquistati i villaggi di Zabar, Saliyat, Salut , Al-Tob, Abu Liel e Muhasan mentre il giorno prima era stato liberato il villaggio di Bugros Tahtani e di Bugros Fokani.... (continua)
mercoledì, ottobre 18, 2017

Donne alla guida: l’Arabia Saudita eliminerà il divieto

Dopo anni di discriminazione, le donne in Arabia Saudita hanno finalmente diritto a guidare. La decisione annunciata dal governo saudita è la conseguenza del coraggio delle attiviste che hanno lottato per anni per ottenere questo risultato.

Amnesty - “Questo è un piccolo passo avanti atteso da lungo tempo – ha dichiarato in una nota ufficiale Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International –, e lo accogliamo favorevolmente, se significa che tutte le donne in Arabia Saudita potranno finalmente essere libere di guidare senza alcuna restrizione“.

Il decreto reale annuncia l’istituzione di una commissione (composta da funzionari dei ministeri dell’Interno, delle Finanze, del Lavoro e dello Sviluppo sociale) che verificherà il meccanismo di attuazione entro 30 giorni
... (continua)
mercoledì, ottobre 18, 2017

Parolin ad ACS: «Rinnovo il mio sostegno al progetto per riportare i cristiani in Iraq»

Il Segretario di Stato Cardinal Pietro Parolin torna a sostenere il progetto di ricostruzione della Piana di Ninive per consentire il rientro dei cristiani negli scorsi anni scacciati da Daesh.

«Un'iniziativa degna di lode e assolutamente necessaria, che sostengo e raccomando di sostenere non solo ai cristiani ma a tutte le persone di buona volontà». Così il Cardinale Parolin in una lettera indirizzata ai vertici di Aiuto alla Chiesa che Soffre in cui il porporato loda il progetto ACS dedicato alla ricostruzione delle case cristiane a Ninive.

Il segretario di Stato ha inoltre aggiunto che «il Santo Padre, il quale segue da vicino la situazione in Medio Oriente che sente vicino al suo cuore, ha ugualmente espresso il proprio apprezzamento e incoraggiamento nei confronti di questo nobile e difficile impegno»
... (continua)
domenica, ottobre 15, 2017

Le stranezze della missione militare statunitense di Al Tanf (Siria)

Le forze statunitensi nella località di al Tanf (situata nella parte meridoniale del confine siro-giordano) permangono con la giustificazione di combattere ISIS. Tuttavia, in 6 mesi esse non hanno mai attaccato le milizie del Califfato. Per contro, tali forze hanno favorito attentati - diretti od indiretti - contro l’esercito siriano. Inoltre, proprio vicino alla base Usa, esiste il campo profughi di Raskan dove vivono 70.000 persone in mezzo al deserto, e permane in condizioni indicibili, nonostante le spese miliardarie della coalizione internazionale per la guerra.

di Patrizio Ricci

Un quadro eloquente della confusione con cui gli Stati Uniti sono in Siria, è rappresentata dalla missione militare che ha nella località di al Tanf, situata sul confine giordano, nella parte meridionale della Siria. Secondo il portavoce del ministro Ministro russo della difesa Igor Konachenkov, essa è come un buco nero lungo la frontiera siro-giordana in cui "gruppi mobili di Daech possono  effettuare ... (continua)
venerdì, ottobre 06, 2017

Papa Francesco ha incontrato la delegazione egiziana giunta in Vaticano per promuovere il “Cammino della Sacra Famiglia”

Sarà possibile ripercorrere gli stessi passi della fuga in Egitto della Sacra Famiglia.

Nel contesto dell'Udienza generale di mercoledì 4 ottobre, Papa Francesco ha salutato la folta delegazione egiziana giunta a Roma per promuovere i pellegrinaggi lungo il “Cammino della Sacra Famiglia”, l'itinerario che unisce i luoghi attraversati secondo tradizioni millenarie da Maria, Giuseppe e Gesù Bambino quando trovarono rifugio in Egitto per fuggire dalla violenza di Erode.

Nel saluto rivolto pubblicamente alla delegazione egiziana, guidata dal ministro per il turismo, Yahya Rashid, il Vescovo di Roma ha ricordato il viaggio da lui compiuto in Egitto lo scorso aprile:
“Ricordo con affetto - ha detto il Papa - la mia visita apostolica nella vostra terra buona e al suo popolo generoso; terra sulla quale ha vissuto San ‎Giuseppe... (continua)
martedì, giugno 27, 2017

Usa: Siria pagherà un eventuale nuovo attacco chimico

La Siria con il suo presidente Assad pagherà caro un eventuale nuovo attacco chimico.

Radio Vaticana - L’avvertimento è arrivato dalla Casa Bianca a poche ore dal parziale via libera della Corte Suprema al bando anti-islam di Donald Trump. Francesca Sabatinelli: ascolta

I segnali dei possibili preparativi di nuovi attacchi chimici ci sono, la Casa Bianca li avrebbe individuati, di qui il monito di Washington a Damasco: in caso di nuovo attacco di massa mortale, la Siria pagherà “un prezzo pesante” . In un comunicato, l’amministrazione Trump sottolinea che le attività in questione “sono simili ai preparativi fatti dal regime prima del suo attacco del 4 aprile” scorso, quando ad essere bombardata, probabilmente da gas sarin, fu la provincia nord-occidentale di Idlib, oltre 70 le vittime e tra loro molti bambini. Allora, la reazione degli Stati Uniti fu di lanciare una sessantina di missili contro la base da dove erano partiti i raid... (continua)
giovedì, giugno 22, 2017

Iraq: distrutta moschea di Mosul, "L'Is ha i giorni contati"

Le truppe irachene guadagnano terreno a Mosul, una delle ultime roccaforti del sedicente Stato Islamico.

Radio Vaticana - L’esercito locale, oltre ad aver segnalato l’uccisione del responsabile del materiale esplosivo dell’Is, ha annunciato anche la distruzione dell’emblematica moschea Al-Nuri ad opera dei jihadisti, che invece puntano il dito contro gli Stati Uniti. Gli Usa negano ogni responsabilità. L’edificio viene considerato un'icona della lotta al jihadismo: è lì che il leader dell’Is, Al Baghdadi proclamò il cosiddetto “Califfato”. Paola Simonetti ha intervistato Alessandro Orsini, direttore del quotidiano on line della Luiss, “Sicurezza Internazionale”: ascolta... (continua)
lunedì, giugno 19, 2017

Tensione alle stelle tra Usa e Russia per abbattimento aereo siriano

Ieri pomeriggio un aereo militare statunitense F/A-18E Super Hornet ha abbattuto un JET siriano Su-22 che operava in provincia di Raqqa contro le forze dell'ISIS. Il pilota è stato recuperato e messo in salvo dalle forze speciali siriane Tiger Force.

di Patrizio Ricci

Nei pressi dell'attacco erano presenti anche aerei russi. Dal comunicato del Comando della Coalizione Usa si legge che l'aereo siriano è stato colpito “perché attaccava forze alleate”.
In realtà le forze siriane cercavano di far cessare l'avanzata di SDF che sta agendo a nord della Siria non solo contro ISIS ma per ritagliarsi uno spazio sul territorio ... (continua)
giovedì, giugno 08, 2017

Rilasciata Loujain al-Hathloul, attivista saudita per i diritti delle donne

Loujain al-Hathloul, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata rimessa in libertà tre giorni dopo l’arresto, avvenuto il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, al-Hathloul era stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad per interrogatori.

Amnesty - Al momento non sono noti i dettagli sul suo rilascio e non è chiaro se siano state o meno avviate indagini nei suoi confronti. L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita. Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati Arabi Uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere... (continua)
martedì, giugno 06, 2017

Arabia Saudita: arrestata l’attivista che sfidò il divieto di guida per le donne

Loujain al-Hathlout, attivista dell’Arabia Saudita per i diritti delle donne, è stata arrestata il 4 giugno all’aeroporto internazionale di Dammam. Da lì, è stata costretta a imbarcarsi su un volo per la capitale Riad, in attesa di interrogatori.

Amnesty - L’accanimento delle autorità saudite nei confronti di Loujain al-Hathloul è assurdo e ingiustificabile. Ancora una volta, pare sia stata presa di mira per il suo pacifico impegno in favore dei diritti delle donne in Arabia Saudita.
Il 30 novembre 2014 Loujain al-Hathloul aveva provato a entrare, alla guida di un’automobile, dalla frontiera degli Emirati arabi uniti. Per aver sfidato il divieto di guida per le donne, aveva trascorso 73 giorni in carcere ... (continua)
lunedì, giugno 05, 2017

Lotta al terrorismo: l'Egitto espelle l'ambasciatore del Qatar

Il governo di Doha (Qatar) è accusata di appoggiare gruppi estremistici e la politica dell'Iran nella regione. 

La crisi tra i Paesi del Golfo non sembra appianarsi. L'Egitto, che con Arabia Saudita, Bahrain Yemen ed Emirati Arabi ha deciso di rompere le relazioni con il Qatar accusato di sostenere gruppi islamici, ha dato 48 ore di tempo all'ambasciatore di Doha per lasciare il Cairo. L'Egitto ha sospeso anche i voli di Etihad, Emirates e FlyDubai per il Paese che ospiterà i mondiali nel 2022, ed ha espulsi tutti i cittadini egiziani dal territorio del Qatar.
Il ministro degli Esteri qatariota: "Sono accuse ingiustificate"... (continua)
giovedì, giugno 01, 2017

Afghanistan: il dolore del Papa e condanna internazionale per attacco

Il Papa ha espresso profondo dolore per la strage compiuta ieri in Afghanistan che ha causato almeno 90 morti e quasi 400 feriti.

Radio Vaticana - Francesco parla di un brutale atto di violenza in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, indirizzato alla sede diplomatica afghana in Italia. Arrivano intanto condanne da tutto il mondo. Il servizio di Debora Donnini: ascolta

Dalla Casa Bianca all’Europa fino all’Onu è unanime la condanna per l’attacco terroristico a Kabul. Il presidente Trump ha telefonato al capo di Stato afghano; l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini esprime la vicinanza dell’Unione alle autorità afghane per combattere il terrorismo ... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Gli Usa hanno perso le tracce di armi inviate in Iraq per oltre un miliardo di dollari

Secondo una revisione effettuata dal dipartimento Usa della Difesa e che Amnesty International è riuscita a rendere pubblica grazie a una richiesta ai sensi della Legge sulla libertà d’informazione, gli Usa hanno perso le tracce di armi e altro materiale militare inviato in Iraq e in Kuwait, per un valore di oltre un miliardo di dollari, destinato a combattere lo Stato islamico.


Amnesty - Il documento, disponibile su www.dodig.mil, risalente al settembre 2016, ha concluso che il dipartimento della Difesa “non ha conservato informazioni accurate e aggiornate” su armi ed equipaggiamento militare inviati all’Iraq e al Kuwait per un valore di 1,6 miliardi di dollari. Questi ingenti trasferimenti, approvati dal Congresso Usa nel 2015, fanno parte di un importante programma di cooperazione con l’Iraq in materia di sicurezza, l’Iraq Train and Equip Fund. I trasferimenti comprendevano decine di migliaia di fucili d’assalto (per il valore di 28 milioni di dollari), centinaia di proiettili da mortaio e centinaia di veicoli blindati Humvee, da destinare alle forze armate irachene (che hanno incorporato le milizie sciite denominate Unità di mobilitazione popolare) e ai peshmerga del Governo autonomo del Kurdistan iracheno... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

Conflitto siriano: da Washington nuove armi ai ribelli in lotta contro Assad (e l’Iran)

La politica a due facce degli Usa con le milizie sciite filo-iraniane: alleati in Iraq, nemici in Siria. Gli scontri fra ribelli e combattenti sciiti si concentrano nel sud-est del Paese. L’obiettivo è creare una via di rifornimento che collega Siria e Iraq. I problemi per la regione mediorientale e gli ostacoli al processo di riforme intrapreso a Teheran.

Damasco (AsiaNews) - Gli Stati Uniti hanno inviato un nuovo rifornimento di armi ai gruppi ribelli sunniti in Siria, in lotta contro il presidente Bashar al-Assad e le milizie sciite sostenute dall’Iran. Gli stessi gruppi combattenti che, in Iraq, sono invece un prezioso alleato nella lotta contro lo Stato islamico (SI) e nell’offensiva in atto a Mosul, roccaforte del “Califfato”.

Gli scontri in atto fra ribelli e milizie sciite si concentrano nel sud-est della Siria, teatro nell’ultimo periodo di una campagna promossa dalle forze filo-iraniane. L’obiettivo dei guerriglieri sciiti è quello di creare una via di rifornimento che va dall’Iraq alla Siria... (continua)
mercoledì, maggio 31, 2017

La UE rinnova le sanzioni alla Siria, ma per cosa?

Il Consiglio Europeo ha rinnovato il 29 maggio le sanzioni contro la Siria per un anno. La motivazione è che il provvedimento "è in linea con la Strategia Ue sulla Siria, secondo la quale la Ue manterrà le misure restrittive contro il regime siriano ed i suoi sostenitori finché continuerà la repressione dei civili".

                                            di Patrizio Ricci

Ovviamente le motivazioni della UE sono farneticanti: le sanzioni hanno causato più morti dei combattimenti stessi, e solo il governo siriano e gli alleati russi-iraniani stanno combattendo seriamente il terrorismo.
In Siria non è in corso nessuna insurrezione ma una 'proxy-war' voluta da potenze esterne con il contributo diretto di mercenari, per la maggior parte, salafiti. E' noto infatti che la coalizione internazionale ed i vari attori... (continua)
martedì, maggio 30, 2017

Yemen, nuova epidemia di colera: quasi 500 morti

In Yemen è in corso un’epidemia di colera: in un mese quasi 500 persone hanno perso la vita.

Radio Vaticana - Nell’ultima settimana il numero dei casi sospetti è più che raddoppiato: si stima che potranno essere registrati circa 70mila contagiati entro la fine di giugno. Si parla di 1.000 casi al giorno: quasi due su tre sono bambini sotto i 15 anni. Giorgio Saracino ne ha parlato con Marco Guadagnino, portavoce di Save The Children: ascolta

R. – In Yemen in questo momento è in corso un’epidemia di colera molto grave. Stimiamo che entro il mese di giugno quasi 70 mila persone potrebbero ammalarsi di colera. Le stime che stiamo raccogliendo in questi giorni, quelle che ci vengono fornite dai nostri operatori in Yemen, parlano di quasi mille casi di colera – o meglio, di sospetti casi di colera – al giorno. Grandissima parte di questi casi, purtroppo, fanno riferimento a bambini: è una situazione molto, molto grave e sta peggiorando. Temiamo che possa ulteriormente peggiorare nelle prossime settimane, quando si attende la stagione delle piogge che sicuramente porterà un peggioramento della crisi igienico-sanitaria nel Paese... (continua)
venerdì, maggio 26, 2017

Dopo la visita di Trump in Arabia Saudita si ricomincia: confermata la condanna capitale per 14 giovani

Il giornale arabo 'Alalam' riferisce che la Corte Suprema di Riyadh ieri ha decretato l'esecuzione capitale di 14 giovani uomini di Qatif. Il verdetto è stato deciso per i tumulti avvenuti durante le manifestazioni popolari che scoppiarono in Arabia Saudita sulla scia della primavera araba nel 2011.

di Patrizio Ricci

Le città di  Al-Hasa e Qatif sono state conquistate e annesse all'emirato di Riyad nel 1913. La regione a prevalentemente sciita, ha sperimentato l'oppressione dello stato che discrimina la popolazione di etnia sciita nonostante la zona ospiti le più grandi riserve di petrolio del Regno. Per gli eventi delle proteste del 2011, nel 2016... (continua)
giovedì, maggio 18, 2017

Aerei della coalizione anti-ISIS a guida USA attaccano l'esercito siriano vicino la Giordania

Aerei della coalizione a guida Usa hanno attaccato una colonna di mezzi dell'esercito siriano (SAA) supportato da uomini delle milizie irachene sciite appartenenti al gruppo filo-iraniano "Kataib Al-Imam Ali".

di Patrizio Ricci

L'attacco è avvenuto a 40/50 Km dalla cittadina di al Tanf sul confine giordano. In questa località sono ammassati i ribelli addestrati e finanziati dagli USA, a tutti gli effetti nemici del governo siriano. La notizia è stata data inizialmente da BuzzFeed News e poi confermata da Tara Cop, corrispondente del Pentagono.... (continua)
martedì, maggio 16, 2017

Gli Usa lanciano nuove accuse contro Assad

Le nuove accuse del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ad Assad sono arrivate lunedì,  in concomitanza con l’ apertura del nuovo ciclo di negoziati di Ginevra. Per l’occasione, gli USA  hanno usato l’immagine evocativa della Shoa: il ‘regime siriano’, ucciderebbe con le torture i prigionieri e poi li farebbe sparire incenerendoli nei forni crematori. Ma in realtà, come vedremo, l'accusa non è corroborata da prove tangibili.

                                                  di Patrizio Ricci

Si tratta infatti di un’ accusa che fa acqua da tutte le parti: ricorderete che pochi mesi fa, il governo siriano è stato accusato (tramite il dossier 'Caesar') di torturare ed uccidere i prigionieri: i cadaveri dopo essere stati catalogati e fotografati sarebbero fatti sparire tramite la cremazione. Ma il dossier era già stato confutato più volte. L'evidenza più grande di queste controdeduzioni è che una simile accusa porta con sé una contraddizione evidente: se
... (continua)
giovedì, maggio 11, 2017

LIbia: migranti schiavi, l'inchiesta dell’Aia

La Corte Penale Internazionale annuncia di voler aprire un’indagine su abusi e violenze strutturali subiti dai rifugiati subsahariani nel paese nordafricano

Nena News – Le disumane condizioni in cui migliaia di migranti africani vengono detenuti in Libia, denunciate da tempo dall’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim), arrivano sul tavolo della Corte Penale Internazionale (Icc).

Il tribunale ha annunciato di voler aprire un’inchiesta sui crimini commessi contro migranti e rifugiati nel paese nordafricano con cui l’Italia ha stretto un memorandum (celebrato da tutta l’Unione Europea) per evitare che prendano il mare e cerchino rifugio in territorio europeo... (continua)


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