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martedì, giugno 13, 2017

Messico: aumento delle violenze contro i Sacerdoti cristiani

Sale il numero dei preti feriti, a seguito di barbare aggressioni, sia durante lo svolgimento di pubbliche celebrazioni liturgiche sia in privato. Il clero locale denuncia e chiede aiuto.

di Dario Cataldo

Non sembra calare il numero di aggressioni ai danni dei Sacerdoti cristiani messicani. Un altro brutale bollettino di guerra è la prognosi riservata, di Padre Juan Antonio Zambrano García, dell’Arcidiocesi di Tijuana, aggredito e ferito venerdì 9 giugno, nella parrocchia di San Pedro e San Pablo di cui è parroco. Le armi utilizzate per l'aggressione? Prima un coltello e poi con un cacciavite... (continua)
lunedì, giugno 05, 2017

Per l'Arabia Saudita, il Qatar "sostiene e protegge numerosi gruppi terroristici"

Secondo l'Arabia Saudita, il Qatar "diffonde tramite i suoi media la visione e i progetti di questi gruppi, sostiene le attività di gruppi appoggiati dall'Iran nella regione saudita di Qatif e in Bahrai.

Il Qatar "sostiene e protegge numerosi gruppi terroristici che mirano a destabilizzare la regione,come Fratelli musulmani,Isis e al Qaida": lo sostiene l'Arabia Saudita nel comunicato diffuso per annunciare la rottura dei rapporti diplomatici con Doha. Nel comunicato si afferma che il Qatar "diffonde tramite i suoi media la visione e i progetti di questi gruppi, sostiene le attività di gruppi appoggiati dall'Iran nella regione saudita di Qatif e in Bahrain... (continua)
lunedì, maggio 22, 2017

Mussi, Caritas Yagoua (Camerun): "Le violenze di Boko Haram hanno varcato il confine della Nigeria"

«Sono costretto ad avere una scorta armata di almeno due persone, specie quando mi reco a visitare le aree più vicine al confine nigeriano. Non è stato facile abituarsi, ma è l’unico modo per rimanere qui», dichiara fratel Fabio Mussi ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. la sua quotidianità nel nord del Camerun

di Dario Cataldo

Yagoua, chiamata anche Yégwa o Yegwa, è il capoluogo del Dipartimento di Mayo-Danay nel nord del Camerun. Qui, come racconta fratel Fabio Mussi missionario del Pime e coordinatore della diocesana locale: «Abbiamo avuto diversi attacchi, specie tra il 2015 e il 2016, e le violenze hanno causato un alto numero di sfollati interni». Il pericolo maggiore è rappresentato dalle violenze di Boko Haram... (continua)
venerdì, maggio 19, 2017

Iraq: a Ninive i sacerdoti aiutano nei lavori di ricostruzione

Impegnati nella duplice veste di religiosi e ingegneri, architetti e geometri, a Ninive i sacerdoti incentivano i lavori di ricostruzione materiale e spirituale per voltare pagina. "Qui in Iraq se non ci pensa la Chiesa a far fronte alle necessità di questa povera gente non lo farà nessuno", afferma padre Jahola membro del Nineveh Reconstruction Committee.

di Dario Cataldo

La veste del sacerdote è quella di avvicinare quante più persone a Dio. In tale compito, non è raro che ci si debba improvvisarsi in altri ruoli. Di fatto è quello che sta accadendo in Iraq, nei territori fino a poche settimane fa occupati dallo Stato Islamico. Impegnati come ingegneri, architetti e geometri, molti "Uomini di Dio", collaborano alla ricostruzione. Un caso su tutti? Quello di padre Georges Jahola, che dopo aver celebrato Messa, prende immediatamente il cellulare... (continua)
mercoledì, maggio 17, 2017

Repubblica Centrafricana: oltre 130 morti nel Sud-est del Paese

Oltre 130 persone hanno perso la vita durante un attacco ad Alindao, nel sud-est della Repubblica Centrafricana.

Radio Vaticana - A Bangassou, dove nei giorni scorsi sono stati uccisi sei caschi blu, non si ha ancora un bilancio preciso dei civili morti e feriti. Il conflitto in atto vede protagonisti gruppi armati non ben identificati: l’esercito non è in grado di ristabilire l’ordine. Sulla situazione attuale nella città di Bangassou, Giorgio Saracino ha sentito Federica Nogarotto, Direttore Risorse Umane terreno e Medical Support di Medici Senza Frontiere: ascolta

R. – A partire dallo scorso fine settimana, dopo alcuni momenti di tensione, che duravano già da alcune settimane, sono scoppiati violenti combattimenti nella città di Bangassou, nella Repubblica Centrafricana, che hanno costretto la popolazione civile ad abbandonare le proprie case; parliamo dello sfollamento di diverse migliaia di persone. Inizialmente queste persone si sono rifugiate all’interno di una moschea e nelle ultime ore sono riuscite a spostarsi in un altro luogo dove noi riusciamo ad accedere... (continua)
mercoledì, maggio 17, 2017

Venezuela: si teme guerra civile. Riunito Consiglio di Sicurezza Onu

Si aggrava lo scenario di crisi politica ed economica in Venezuela, sfociata in violenze di piazza, che dai primi giorni di aprile percorrono il Paese latinoamericano, con decine di morti, centinaia di feriti e arresti.

Radio Vaticana - Su richiesta degli Stati Uniti, si terrà oggi una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza per cercare una via d’uscita a quella che si profila ormai come una guerra civile. Il servizio di Roberta Gisott: ascolta

Preoccupa la comunità internazionale l’ondata montante di rivolta popolare in Venezuela contro il governo del presidente in carica Nicolas Maduro. 48 i morti, negli scontri di piazza tra manifestanti, polizia e gruppi armati irregolari chavisti, noti come ‘colectivos’. Tre le vittime, tra cui due 17 enni, per colpi d’arma da fuoco, negli ultimi due giorni, una sicuramente uccisa da un agente delle polizia di Stato, per ammissione della Procura generale di Caracas... (continua)
venerdì, maggio 12, 2017

Organizzazione Mondiale della Sanità: l'Ebola torna a colpire l'Africa

Repubblica Democratica del Congo: 9 casi sospetti, il virus ha già ucciso almeno tre persone, fa sapere l’Oms. 

Le infezioni sarebbero iniziate a fine aprile a Bas-Uele, nel Nord del Paese. Il virus ebola, che tra il 2014 e 2015 ha causato, prevalentemente in Guinea, Sierra Leone e Liberia oltre 11.000 morti, torna a colpire in Africa. Almeno un morto si registrata nella Repubblica Democratica del Congo, dove ci furono 40 morti nell'epidemia di 3 anni fa. Lo riferisce l'Oms citata dalla Bbc.

Il focolaio di ebola è stato localizzato a 1.300 km a nord-est dalla capitale Kinshasa, vicino al confine con la Repubblica Centrafricana ... (continua)
mercoledì, maggio 10, 2017

Nigeria, rilasciate 82 ragazze rapite oltre tre anni fa da Boko haram

Il 7 maggio, dopo tre lunghi anni di sequestro, Boko haram ha rilasciato 82 delle 276 studentesse rapite. Il caso suscitò per settimane l'attenzione e lo sdegno del mondo intero.

Amnesty - Un mese dopo il terzo anniversario (leggi qui) del rapimento delle 276 studentesse della scuola di Chibok, il governo nigeriano ha annunciato di aver ottenuto il rilascio di 82 di loro a seguito di un negoziato col gruppo armato islamista Boko haram, responsabile del sequestro. Considerati i precedenti rilasci, nelle mani di Boko haram dovrebbero restare ancora 113 ragazze... (continua)
domenica, maggio 07, 2017

Tanzania, autobus cade nel fiume: morti 35 bambini

Un incidente avvenuto nei pressi di Karatu, nella regione settentrionale di Arusha, non lontano dal confine con il Kenya. Tra il 2014-16 sulle strade tanzaniane sono morte almeno 11.000 persone

Una tragedia consumata tra le strade della Tanzania. Un autobus sul quale viaggiavano dei bambini, forse anche a causa della pioggia, è sbandato lungo un ponte, precipitando nel fiume sottostante. Erano alunni della Lucky Vincent School di Arusha. Stavano andando a lezione, accompagnati da due insegnanti, morti anche loro, insieme all'autista. I deceduti sono 12 maschi e 17 femmine... (continua)
venerdì, maggio 05, 2017

Brasile: picco di uccisioni da parte della polizia a Rio de Janeiro

Alla vigilia dell’esame della situazione in Brasile da parte del Consiglio Onu dei diritti umani, previsto a Ginevra il 5 maggio, una nostra ricerca denuncia un peggioramento della crisi dei diritti umani.

Amnesty - Dall’ultimo esame periodico universale delle Nazioni Unite, risalente al 2012, a Rio de Janeiro le uccisioni da parte della polizia sono costantemente aumentate – nei primi due mesi del 2017 sono state 182, quasi il doppio rispetto a cinque anni fa – così come altre violazioni dei diritti umani in tutto il paese.

“Dal 2012 il Brasile non ha preso misure sufficienti per affrontare lo scioccante livello di violazioni dei diritti umani, comprese le uccisioni da parte della polizia, che causano centinaia di vittime ogni anno”, ha dichiarato in una nota ufficiale Jurema Werneck, direttrice generale di Amnesty International Brasile... (continua)
giovedì, maggio 04, 2017

Nigeria, mons. Bagobiri: "Il numero di cristiani uccisi aumenta ogni giorno e le fosse comuni sono disseminate attorno a noi"

Il vescovo di Kafanchan lancia l'allarme per portare all’attenzione internazionale ciò che i fulani - terrorismo di matrice islamica - stanno compiendo. "Sono la terza più spietata organizzazione terroristica. Ed è ora che il mondo ne sia a conoscenza". 

di Dario Cataldo

La denuncia che fa mons. Joseph Bagobiri, vescovo di Kafanchan in Nigeria, tramite "Aiuto alla Chiesa che soffre" fotografa la gravità di una situazione sfuggita di mano. La sua diocesi si trova nello Stato di Kaduna nell’area settentrionale del paese.
Da qui, le violenze perpetrate dagli islamisti di etnia fulani sono in crescente aumento in tutta la Nigeria... (continua)
martedì, aprile 18, 2017

Boko haram, la campagna di sequestri non si ferma

Il gruppo armato Boko haram deve liberare le ragazze ancora sotto sequestro e rapite ormai tre anni fa nella scuola di Chibok e le centinaia di altre rapite nel nord-est del paese.

Amnesty - “Boko haram continua a rapire donne, ragazze e ragazzi che vengono spesso sottoposti a terribili violenze, tra cui stupri e pestaggi, e costretti a compiere attentati suicidi. Purtroppo, molti di questi rapimenti vengono ignorati dai mezzi d’informazione e questo fa sì che le famiglie perdano ogni speranza di riabbracciare i loro cari“, ha dichiarato Makmid Kamara, direttore ad interim di Amnesty International Nigeria, in una nota stampa... (continua)
domenica, aprile 02, 2017

Colombia: a Mocoa il fango uccide oltre 200 persone

Una colata di fango ha travolto nella notte tra venerdì e sabato la città di Mocoa, nel sud-ovest della Colombia.

Radio Vaticana -Oltre 200 i morti causati dalla frana, altrettanti i dispersi, mentre i feriti sono più di 400. Un bilancio destinato ad aggravarsi mentre i soccorsi sono stati sospesi nella notte per mancanza di elettricità. A tutto il Paese, da Carpi, la vicinanza del Papa. Il servizio di Michele Raviart:

Il fiume di fango e detriti ha inondato i quartieri della città, distrutto abitazioni e ponti
... (continua)
lunedì, marzo 20, 2017

Congo: liberati i due giornalisti Report rapiti mercoledì scorso

La notizia era stata tenuta nascosta per favorire l’attività della diplomazia italiana.

I due inviati di Report, il programma di inchiesta di Rai3, Luca Chianca e Paolo Palermo, sono stati liberati e sono rientrati a Fiumicino dopo un lungo viaggio durato 38 ore. Sono sbarcati a Fiumicino lunedì mattina alle 4.30. Erano stati fermati mercoledì in Congo, dove indagavano su una presunta tangente Eni in Nigeria. Lo riferisce il sito della stessa trasmissione della Rai... (continua)
mercoledì, marzo 15, 2017

Nello Yemen è allarme fame. La guerra saudita mette a rischio 17 milioni di persone

Secondo l’ultima analisi del Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) pubblicato oggi dall’Onu partner umanitari, «Una grave insicurezza alimentare minaccia oltre 17 milioni di persone nello Yemen sconvolto dai conflitti.

GreenReport - 20 sui 22 governatorati del Paese si trovano in situazione di “crisi” o a livelli di insicurezza alimentare di “emergenza”, e quasi due terzi della popolazione devono adesso fare i conti con la fame e necessitano con urgenza di assistenza per salvare vite e mezzi di sussistenza. Senza un ulteriore sostegno umanitario, Taiz e Al Hudaydah, due governatorati che rappresentano quasi un quarto della popolazione dello Yemen, rischiano la carestia»... (continua)
martedì, febbraio 21, 2017

Allarme carestia in Sud Sudan: un milione a rischio fame

Allarme carestia nel Sud Sudan, dove 100 mila persone stanno già soffrendo la fame e 1 milione sono a rischio di penuria di cibo. Servizio di Roberta Gisotti:

Radio Vaticana - A denunciare la grave calamità che colpisce il Paese africano sono tre agenzie delle Nazioni Unite, Fao, Unicef e Pam e lo stesso governo. Dal dicembre del 2013 in Sud Sudan è in corso una guerra civile, esplosa a causa di uno scontro politico tra il presidente Salva Kiir e il suo ex vice Rieck Machar, accusato di aver tentato un golpe. Ne è seguito un conflitto etnico tra le tribù Dinka e Nuer con decine di migliaia di morti e milioni di sfollati. L'Onu perfino paventa che in Sud Sudan si consumi un genocidio... (continua)
martedì, febbraio 14, 2017

L’Alta Corte del Kenya blocca la chiusura del più grande campo profughi del mondo

“Discriminatorio, eccessivo, arbitrario e sproporzionato”, nonché una sorta di punizione collettiva.

Amnesty - Con queste parole perentorie, il 9 febbraio, il giudice dell’Alta Corte del Kenya JM Mativo ha bocciato il decreto con cui il governo di Nairobi intendeva chiudere il campo rifugiati di Dadaab, il più grande del mondo, dove si trovano attualmente oltre 260.000 profughi somali. Il giudizio dell’Alta Corte era stato sollecitato dalla Commissione Nazionale per i Diritti Umani e da Kituo Cha Sheria, due organizzazioni non governative kenyane ed era stato sostenuto da Amnesty International... (continua)
venerdì, febbraio 10, 2017

Al via a Roma il Terzo Forum mondiale dei popoli indigeni

Al via oggi a Roma il terzo Forum Mondiale dei popoli indigeni.

Radio Vaticana - L’incontro è nella sede dell’Ifad, l’agenzia dell’Onu per lo sviluppo agricolo. I rappresentanti di 30 popoli autoctoni si ritrovano, fino a lunedì, a discutere di comunità, risorse, sviluppo, mentre anche stand di prodotti tipici ricordano l’importanza di sostenere culture e tradizioni particolari. Il servizio di Fausta Speranza: ascolta

Lo chiamano “supporto integrale”: è il tipo di aiuto che le comunità indigene chiedono al resto del mondo e che, a ben guardare, può essere motivo di profonda riflessione per tutti. Significa, infatti, non considerare solo gli indici economici ma tutto ciò che rende migliore una comunità e una società, a partire da un sano rapporto tra generazioni e dall’attenzione all’ambiente. E’ quanto si legge nei documenti di base del terzo Forum mondiale dei popoli indigeni, a 10 anni dalla Dichiarazione dell’Onu sui diritti di questa fetta di popolazione mondiale... (continua)
giovedì, gennaio 26, 2017

La solidarietà del Papa per i devastanti incendi in Cile

Papa Francesco ha espresso la sua "vicinanza spirituale ai feriti e a quanti soffrono le conseguenze” dei devastanti incendi che stanno colpendo in questi giorni le regioni centrali del Cile. Finora sono morte sei persone: 2 poliziotti e quattro vigili del fuoco. Il servizio di Sergio Centofanti:

Radio Vaticana - In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin inviato al presidente della Conferenza Episcopale del Cile, mons. Santiago Silva, il Papa assicura le sue preghiere per i defunti, invocando da Dio “forza e consolazione” per coloro che sono colpiti da questa calamità. Prega, quindi, il Signore che “ispiri in tutti sentimenti di solidarietà, perché in questi momenti così difficili collaborino efficacemente, con generosità e carità... (continua)
martedì, gennaio 03, 2017

Chiesa etiope: appello contro mutilazioni genitali femminili

Bisogna combattere le mutilazioni genitali femminili (Mgf) attraverso l’istruzione: a ribadirlo è stata la Commissione episcopale per il sociale e lo sviluppo della Chiesa cattolica etiope, durante un seminario svoltosi ad Addis Abeba e indirizzato, in particolare, ai direttori scolastici ed agli insegnanti.

Radio Vaticana - Mutilazioni frutto di paure e stereotipi sociali
Durante i lavori – riferisce l’agenzia cattolica africana Canaa – è stato evidenziato come le Mgf siano frutto di “pressioni sociali”: infatti, sono soprattutto “il timore della stigmatizzazione e la paura di risultare inadatte al matrimonio” a spingere le donne ad accettare simili mutilazioni, “nonostante la consapevolezza della loro pericolosità”. Di qui, il richiamo della Commissione episcopale ad affrontare la problematica in maniera globale, partendo dall’educazione dei giovani, i quali possono portare nella società “un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli stereotipi tradizionali”... (continua)


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